Venezia

Nel 1300, Venezia e Padova furono d'apprima alleate e successivamente acerrime nemiche. Inizialmente Venezia finanziò le imprese militari padovane contro gli Scaligeri, la cui espansione creava problemi per la libera circolazione delle merci nella penisola italica e verso il nord europeo. Ma lo stato satelite, guidato dalla dinastia Carrarese, aveva aveva mire espansionistiche e di autonomia, andando a sostituìrsi al potentato Scaligero, diventando a sua volta un impedimento per i commerci della città lagunare. Si aggiungano anche le mire monopolistiche di Venezia sul commercio del sale e quindi anche le saline padovane divennero motivo di scontro.

Per tutto il secolo la rivalità crebbe fino a sfociare in guerra aperta ed alla conquista di tutto il distrettp Padovano ed alla uccisione per soffocamento di Francesco Novello (1405) in Piazza S. Marco, ultimo da Carrara signore di Padova.

Fatto questo preambolo, vediamo nel complesso la storia di Venezia, ricordando che essa è troppo grande per essere trattata esaurientemente in queste pagine. Non ce ne vogliano gli Studiosi veri per questa nostra presunzione di trattare l'argomento.

Noi ci proviamo lo stesso

Il luogo comune vuole che Venezia sia fondata dai profughi della X Regio romana per scampare alle razzie dei barbari(?).

In realtà, scavi archeologici hanno portato alla luce abitazioni e strutture anteriori alla calata di Unni, Goti e Longobardi. Certo è che la laguna era una realtà marginale a quella della terra ferma.

Nel 452 d. C., con la caduta di Aquileia da parte di Attila, inizia lo spostamento verso la laguna, anche se ancora non si può parlare di migrazione. Sarà invece nel 568 che , con il progressivo arretramento verso il mare dei Bizantini, sotto la spinta dei Longobardi, ci sarà la migrazione più importante, con anche lo spostamento del potere politico, dapprima a Oderzo e poi a Cittanova-Eraclea, per poi passare a Malamocco. Non fu una fuga disordinata di genti che dovevano ricominciare da zero, ma uno spostamento strutturato di gruppi socialmente strutturati, fino al passaggio da Aquileia a Grado della sede vescovile.

Nel IX secolo la predominanza geopolitica passa da Malamocco a "Rivo Alto" (Rialto), sia perché è più difendibile, sia perché fu trasferito il corpo dell'Evangelista Marco. Primo doge fu Paolo Lucio Anafesto.

Ma ancora Venezia non è Venezia, con il termine Venetiae o Venetia, si indica tutte le isole che compongono lo stato, mentre per indicare la capitale il nome resta Rialto

L'indipendenza dal Sacro Romano Impero di Carlomagno le viene garantita grazia all'antica alleanza con i Bizantini, nella cui federazione era rimasta, e all'intervento della di loro flotta, peraltro l'ultimo, nel 810.

La sua posizione di cerniera tra la terraferma europea e l'oriente bizantino la porta ben presto a sviluppare l'arte degli affari e del mercato. Di qui passano le esportazioni Bizantine di sete, spezie, metalli preziosi che vengono ridistribuite sulla terra ferma grazie alle grandi arterie fluviali. Sempre da Venezia partono per il Levante, schiavi, legno per imbarcazioni, sale. Per questo motivo deve avere le rotte sicure e quindi nell’anno mille, debella la pirateria croata e respinge le incursioni arabe, iniziando al contempo l’espansione in Istria e Dalmazia.

Nel 1172 il Doge, fino ad allora unico depositario del potere civico, viene affiancato dal Maggior Consiglio, lasciando al primo solo compiti di rappresentanza. Con le Crociate, il commercio ha una spinta decisiva, grazie ai possessi Latini in Siria e Palestina. Ma saranno gli scambi con Egitto e Costantinopoli che faranno decollare il “gran guadagno”, sempre esportando legno, armamenti e schiavi e importando allume, spezie, sete, lino e cotone. Ma anche l'influenza politica viene rafforzandosi. Non c'è stato, condottiero o mercante che non chieda informazioni ai Veneziani quando si tratta di intraprendere azioni in oriente. Ovviamente questo crescere sconomico politico la porta in rotta di collisione con le altre repubbliche Marinare, Genova su tutte.

Tra il Duecento e il Trecento si rafforzò il potere oligarchico a scapito di mire assolutistiche come negli altri stati Italiani. Con la IVa crociata (1204) da provincia Bizantina, diventa Stato indipendente gettando le basi per un impero nella penisola balcanica. Pur rifiutandosi di capeggiarla, ottiene un quarto dell'impero Romano che i vincitori stavano smembrando, coste e isole del mar Ionio, gran parte del Peloponneso, le Cicladi, parte delle Sporadi e dell'Eubea, gli stretti sul Bosforo, sul Mar Nero e dei Dardanelli, la parte di Costantinopoli con la Basilica di S. Sofia. Acquista l'isola di Creta dai marchesi del Monferrato ed ha così scali sicuri su tutte le rotte dell'adriatico. Al contempo, inizia una politica di espansione sulla terraferma italiana, che la porterà a duri scontri con le varie signorie, venete e no, ma soprattutto con Genova, l'altra grande Repubblica Marinara.

Fallite le mire assolutistiche di Baiamonte Tiepolo prima e Marin Foliero poi, in Venezia inizia l'espansione nell'entroterra italiano, sia per non dover pagare dazi sia perchè a oriente i Turchi iniziano a pressarla. Inizia con alleandosi con la signoria Carrarese, per debellare gli Scaligeri, ma ben presto entra in rotta di collisione con l'alleato. Le mire espansionistiche dei Carraresi sono le stesse dei vecchi nemici, e questo Venezia non può permetterlo. Vari gli scontri con essa, la battaglia di Chioggia, che vede i Carraresi al fianco deigli odiati Genovesi assediarla n laguna, o la battaglia saccisica, per il controllo delle saline del piovese. La gurra, tra alti e bassi, si concluse con la cattura dell'ultimo die da Carrara, Francesco il Novello e con la sua cruenta esecuzione in P.za S. Marco.

Eliminata la signoria Carrarese, si annette Padova, Verona e Vicenza, conquista il Friuli. Tale intraprendenza la porta in rotta di collisione con un'altra grande potenza del nord Italia, Milano.

Siamo ormai nel Quattrocento, sotto la guida di condottieri come il Gattamelata o il Carmagnola, Venezia amplia i suoi domini sulla terraferma italiana. Dopo il Friuli e il Veneto, tocca a Brescia e Bergamo, mettendosi in rotta, oltre che con Milano, anche con Firenze e Ferrara. La scoperta dell'America, e le mire dei francesi, degli spagnoli e degli Asburgo sull'Italia, iniziano a minare la crescita della Serenissima.

Nel frattempo ad oriente le cose non vanno meglio. Sempre più incalzata dai Turchi, perde Costantinopoli, Salonicco, la Crimea e il Peloponneso, fino ad averli alle porte in Friuli. In compenso si appropria di Cipro.

Nel Cinquecento raggiunge il massimo splendore, e l’inizio della fine. Grazie agli intensi traffici commerciali e all’ottima amministrazione cittadina, Venezia gode di enormi ricchezze. La sua politica espansionistica la porta a partecipare a molte guerre. Conquista alcuni porti pugliesi, si allea con Firenze contro Pisa per ottenere Cremona e Ghiara d'Adda, sconfigge i Visconti insieme ai francesi. Prende Cervia e Faenza alla morte del Valentino. Strappa Trieste agli Asburgo. Però le mire francesi sulla penisola la portano a scontrarsi con tutte le potenze europee (Lega di Cambrai). Con la sconfitta di Agagniello nel 1509, da parte dei francesi, cessa l'espansione in Italia. Riuscì però a riottenere i territori perduti, grazie ad accorte alleanze, e grazie anche ai dissapori degli avversari. A Spagna e Papato restituì i territori conquistati, si allea ai francesi e così pare che la crisi sia risolta. Al contempo, le nuove scoperte geografiche spostano l’asse del commercio verso occidente, non è più il Mediterraneo, ma l’Oceano Atlantico la nuova via delle ricchezze. Si aggiunga anche il pericolo Turco, con cui dal ‘571, Battaglia di Lepanto, al ‘669 fu in costante guerra, cosa che stremò la città e costò la perdita dei domini orientali.

Il XVIIー secolo la vede “giocare in difesa” dal punto di vista militare. Stretta tra gli spagnoli di Milano, gli Asburgo e i Turchi. Perde Creta, ma riconquista il Peloponneso.

Nel Settecento, Venezia vede una effervescenza culturale rinnovata, che la pone al centro della cultura laica Europea. Economicamente gli restano La Dalmazia, le isole Ionie e le bocche di Cattaro, le rotte atlantiche stanno soppiantando sempre più le antiche rotte mediterranee. Così Venezia si ritrova ad essere una potenza di secondo piano.

Il tramonto del secolo porta grandi cambiamenti: un nemico sempre più forte all'orizzonte, gli Asburgo, che mirano a saldare il Tirolo con Milano; la Rivoluzione Francese, che lancerà un giovanissimo generale destinato a cambiare le sorti del continente. Napoleone Bonaparte. Costretta a cedere il passo alle truppe francesi e austriache sul proprio territorio, dopo la rivolta di Verona, sarà lui che, nel 1797 chiederà al doge, Lodovico Manin, di abdicare per proclamare "Il governo provvisorio della Municipalità di Venezia". Decisione prontamente ratificata dal Maggior Consiglio. Subito la cederà all’Austria con il trattato di Campoformio. Annessa al regno Italico nel 1805, ritorna agli Asburgo nel 1814

Dopo il congresso di Vienna del 1815, Venezia diventa capoluogo del Regno Lombardo-Veneto.

Iniziano i moti di indipendenza, che sfociarono nel 1848 al proclama della nuova Repubblica, Successivamente verrà annessa agli Stati Sardi, ma dopo la battaglia di Custoza (1848) la popolazione insorge nuovamente, vengono cacciati i commissari piemontesi e viene nuovamente proclamata l'indipendenza, ma il 18 agosto, assediata dagli Austriaci e prostrata da un’epidemia di colera, Venezia cede. Definitivamente.

Nel 1866, in seguito alla IIIa guerra d’Indipendenza, Venezia fu annessa al Regno d’Italia.



Fonti: G. Ortelli "Dall'acqua come Venere" Medioevo 10/99

E. Crouzet-Pavan " La regina del mare" Medioevo 06/00

Venezia.it

Enciclopedia GE20 de Agostini

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