Armi da taglio

Per armi da taglio si intende spade, daghe e coltelli.

In realtà, nel medioevo le spade non erano così numerose come ci presentano nei film o nelle rievocazioni a cui si partecipa. Una buona spada poteva anche costare un centinaio di milioni delle vecchie lire. Ovviamente ve ne erano anche di più a buon mercato, allora come oggi, ma ovviamente la qualità era inferiore.

Il costo era determinato, oltre che dalla qualità del materiale impiegato, dal numero di ribattiture della lama. L'anima era in materiale ferroso, l'esterno veniva saldato battendo a caldo dell'acciaio. Ottenuta la sagoma, questa veniva ripiegata su sè stessa e ribattuta fino a riportare il panetto alla forma voluta, dopodichè la si ripiegava e si ribatteva, e così via, anche per un centinaio di volte. Più era ribattuta più era buona la spada, che assumeva quell'ombreggiatura particolare, la damascatura.

La spada ha anche una simbologia religiosa. La sua forma ricorda una croce, quindi avrebbe dovuto essere usata solo da eletti, da cavalieri che avrebbero dovuto impiegarla per nobili scopi quali la difesa del Cristianesimo, della giustizia, dei deboli e degli indifesi, doveva essere usata solo contro un suo parigrado.

Sappiamo che non andò proprio così.

La spada era costituita da due parti, la lama e l'impugnatura.

La lama si divide in quattro parti: il codolo, estremità dove si monta l'impugnatura; il forte, parte alta e più spessa della lama; il medio, parte centrale; il debole, estremità appuntita ed affilata.

L'impugnatura si compone di tre parti: la guardia o paramano o elsa, serviva per difendere la mano; il manico, generalmente in legno ricoperto di pelle; il pomolo, che serviva per il bilanciamento del tutto, da esso fuoriusciva la parte terminale del codolo che veniva ribattuto per serrare tutto l'insieme. In una spada ben bilanciata, l'impugnatura pesava quanto tutto il resto della lama.

Le spade potevano essere da una mano (1), da manoemezza (2), a due mani (3).

La spada da una mano era lunga meno di un metro e l'impugnatura consentiva la presa a una sola mano (appunto), la mano e mezza era lunga circa un metro e dieci centimetri con impugnatura più lunga della precedente ma non tanto da consentire la presa di tutte le due mani ma solo di qualche dita, finendo così di impugnare anche il pomolo. Le due mani erano lunghe dal metro e mezzo fino anche a due, l'impugnatura consente (obbliga) l'uso delle due mani da cui il nome (ma va!).

Per le daghe il discorso costruttivo è simile, non certo quello simbologico.

Abbiamo daghe a rondelle (4), a rognone (5), basilarde (6), o altre anonime ma non meno letali (7). La loro lunghezza variava dai quaranta ai sessanta centimetri.

Discorso a parte per i coltellacci e le mezze spade (8) da arciere o balestriere. Derivanti dallo scramasax longobardo, queste armi sono lunghe circa sessanta/settanta centimetri, ma hanno il filo da un solo lato della lama, mentre spade e daghe hanno affilati la parte finale di entrambi i lati della lama

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