AZZO VII

   

Capo politico e militare dei Guelfi della Marca di Ancona e “ defensor “ del papato.

Figlio di AZZO VI e di ALISIA di CHATILLON ( principessa di Antiochia in esilio) in seguito alla morte prematura del fratellastro Albobrandino, avvelenato mentre combatteva per sottomettere la inquieta Marca di Ancona, successe ragazzino sotto la “ tutela” della madre, donna accorta ed energica vera artefice del “ salvataggio” del Casato.

Impoveriti dalle scriteriate spese belliche di Aldobrandino, insidiati dal potente Comune Guelfo di Padova ( che voleva assoggettare Monselice  e Montagnana )gli Estensi passarono brutti momenti, addirittura il piccolo AZZO VII fu dato in ostaggio ai creditori banchieri fiorentini.

Ma AZZO VII  aveva un carattere di ferro, non si scoraggiava mai, e ad un certo punto la fortuna gli diede una mano.

Ma i rivali erano tanti e temibili. A Ferrara, dove gli Estensi capeggiavano il partito Guelfo, dovette vedersela con il vassallo SALINGUERRA TORELLI, il quale, dopo forti contrasti, tregue e tentativi di compromessi politici, nel  1222 si impadronì della città cacciandolo….e dividendo con EZZELINO da ROMANO la guida del partito Ghibellino.

Sempre fedele, come gli avi, al papato che lo aveva investito della Marca di Ancona, AZZO VII si barcamenò a lungo con l’ imperatore FEDERICO II che lo confermò nei suoi possessi e a cui inviò armati per sostenerlo nella guerra contro Milano.

Nel 1239, dopo un colloquio segreto con l’ imperatore a Monselice, passò dalla sua parte, o meglio vi fu costretto, accettando presidi imperiali ( soldati Saraceni ) nei suoi castelli e domini.

Ma le continue trame di EZZELINO, che lo calunniava presso l’ imperatore, ed il pericolo di venir fatto fuori, lo indussero a prendere le armi per i GUELFI, diventandone il leader.Più volte tentò, invano, di strappare Padova ad EZZELINO, rischiando la vita.

Nel 1240, però, dopo un’abile azione diplomatica e la creazione di una potente lega “ antimperiale” cui aderì, Venezia, preoccupò Ferrara,                in avanti fulcro dei suoi domini ( a preferenza di Este, più esposta ). Ma il suo “capolavoro politico “ fu un’ alleanza segreta  Guelfo-Ghibellina per abbattere, per sempre, il troppo potente EZZELINO.

Con OBERTO PALLAVICINO, suo suocero, BUOSO di DOVARA ( con l’assenso di re MANFREDI ) ed i capi  Guelfi di Milano, in particolare i DALLA TORRE, a CASSANO D’ADDA  nel 1259, battè e fece prigioniero EZZELINO, che ferito ad un piede, rifiutò di essere curato e si lasciò morire.

AZZO VII negli ultimi anni di vita ( morì nel 1264 ) pensò solo a consolidare il suo potere a Ferrara , dove era Podestà a vita, e spianare la strada all’amatissimo nipote OBIZZO, figlio di RINALDO, avvelenato da CORRADO IV di SVEVIA su sobillazione di EZZELINO, sua bestia nera.

OBIZZO II nel 1264 venne proclamato dal popolo signore perpetuo di Ferrara ( feudo papale ) grazie alla fama delle imprese del nonno AZZO VII, all’alleanza con CARLO D’ANGIò nuovo capo dei Guelfi in Italia, all’appoggio del riconoscente papato e di Venezia,vecchia alleata, gli fu offerta la Signoria di Modena nel 1288 e l’anno dopo Reggio.

La CASA d’ESTE ancora una volta superava momenti di crisi e si riproponeva più forte e prestigiosa di prima.

 

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