Cangrande della Scala

(1291-1329)

Di Alberto e Verde di Salizzole, rimane orfano giovanissimo ed è allevato dai fratelli. A 17 anni è già valente nell'uso delle armi, addestrato a questo dal cognato Bailardino Nogarole.
Di fede ghibellina, sposa una parente di Federico, Giovanna di Svevia.
Alla discesa dell'imperatore Enrico VII, è subito al suo fianco assieme al fratello Alboino. Debellano i guelfi veronesi e nel 1311 sono nominati vicari imperiali. Guidano le truppe imperiali alla conquista di Vicenza, strappandola a Padova, comune di tradizione guelfa. Inizia così una guerra che, con fasi alterne durerà per 17 anni, diventando quasi una questione personale per lo Scaligero.
Arriva a deviare il corso del Bacchiglione per togliere il rifornimento idrico all'odiata città. Padova cerca aiuto nei Carraresi e nel conte di Gorizia.

Cangrande fonda allora una lega ghibellina ed è eletto capitano generale. Contemporaneamente viene scomunicato dal Papa.
Conquista Feltre e Belluno, converte il conte di Gorizia alla propria causa.
Padova cade nel 1328. Le truppe mercenarie si arrendono e lui... risparmia loro la vita. Non è questo il primo atto di magnanimità del condottiero. Nel tentativo di riprendere Vicenza, i padovani sono guidati dal fuoriuscito guelfo veronese Vinciguerra. Il tentativo

 

fallisce e il Vinciguerra cade sotto le mura della città.
Catturato, Cangrande lo fa curare e guarire dalle ferite, gli salva la vita.
Nel 1329 conquista Treviso, ma non può godere appieno del trionfo.
Forse è sudato per la battaglia, forse beve dell'acqua ghiacciata a una fontana, forse viene avvelenato con della digitale, Fatto è che dopo tre giorni dalla conquista, muore.
A Verona organizzano solenni funerali, viene sepolto in un’ arca nella chiesa "di famiglia" di S. Maria Antica che pochi anni dopo diverrà quel capolavoro di architettura e scultura gotica che caratterizza tutti i sepolcri scaligeri.

E' il 22 luglio 1329

 

 

Monumento equestre di Cangrande sull'Arca funebre

 

 

 

 

 

 

Fonti: Capitani di Ventura di Redina C. Ed. Newton & Compton

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