Le Canipe della fortezza di Montagnana

canipe3.jpg (120218 byte)Gli eserciti del tempo avevano infattidei corpi speciali costituiti da soldataglie (i berrovieri o beroari, inquadrati militarmente, e gli zafoni, che agivano da irregolari) avide di bottino, feoci e senza scrupoli, le quali, durante una campagna di guerra, venivano mandate in avanscoperta propio con il compito specifico, adesso si direbbe terroristico, di razziare, distruggere ed uccidere attuando azioni pianificate di "terra bruciata". Si voleva così privare l'esercito nemico dei rifornimenti necessari e portare terrore, sconcerto, morte e carestia fra le popolazioni.

Ne risultava sconvolta per anni labase economica del potere dell'avversario, costituita in quel tempo soprattutto dall'agricoltura e dall'artigianato.

Massacri di donne, vecchi e bambini conseguivano con efficacia lo scopo di sgomentare ed atterrire (in ciò sta la sostanza terroristica delle azioni di questo tipo) le popolazioni, prostrando nel contempo l'animo dei combattenti congiunti alle famiglie sterminate.

I signori della guerra del tempo sapevano inoltre benissimo che, in seguito alle spietate incursioni nel contado, gli abitanti dei villaggi, invasi dal terrore,avrebbero disperatamente cercato scampo entro le corti protette dei castelli creando in tal modo gravissimi problemi alle guarnigioni militari messe nella necessità di ricoverare e nutrire tanta gente.

La destabilizzazione della capacità di resistenza dei castelli agli assedi prolungati era infatti obiettivo non secondario delle efferate incursioni nei villaggi.

canipe4.jpg (75153 byte)    canipe 5.jpg (102099 byte)

canipe6.jpg (107959 byte)

Succedeva così che (un esempio rimasto famoso fu quanto accaduto alla fortezza di Castel Gaillard, in Francia), quando l'assedio si protraeva per settimane e mesi e le scorte cominciavano a scarseggiare, i difensori, per non restare senza vettovaglie ed essere di conseguenza costretti alla resa per fame, sebbene con animo acerbamente desolato, espellessero a viva forza tutti i civili fuori dalle mura affinché se potessero, cercassero scampo nelle campagne circostanti.

Gli espulsi, appena usciti dalle porte, erano però bloccati sugli spalti dagli assedianti che, per impedir loro di allontanarsi, li saettavano con frecce ferendoli e uccidendoli allo scopo di indurre  la guarnigione militare, turbata dalla straziante scena, a riprendersi il non più sostenibile peso di quelle bocche da sfamare.

Gli infelici, stretti tra le mura dalle quali i difensori lanciavano sassi per farli allontanare e il nemico che li colpiva con frecce, non potendo fuggire, per giorni e notti disperatamente quanto inutilmente piangevano e imploravano di essere raccolti nel castello. Dopo atroce e lenta agonia giungevano così a miserrima fine per le ferite, il freddo, le intemperie, gli stenti e la denutrizione.Una fortezza territoriale doveva quindi essere abbastanza grande e ben fornita di derrate per far fronte  a simili tremende emergenze. Il castrum comune di Montagnana, ampio, difeso da militari ben armati, munito di fossato, spalti, mura, torri e depositi, poteva essere un sicuro ricetto di salvezza per tutti.

Per il ricovero dei prodotti agricoli delle fertili e popolose campagne della Scodosia, soggetti per altro ad ammasso obbligatorio, entro le mura di Montagnana c'erano infatti appositi magazzini detti canipe che, per il periodo pre-carrarese, cioè per i secoli X, XI, XII e XIII non è dato sapere in cosa consistessero: molto probabilmente si trattava di baracche di cannicciati (e quindi cannabae) addossate alle mura dalla parte interna.

Con la costruzione delle nuove mura avvenuta verso la metà del secolo XIV durante il dominio della signoria padovana dei Carraresi (la Rocca degli Alberi fu ultimata nel luglio 1362), fu adottato un criterio progettuale differente rispetto alle mura pre-esistenti, criterio che tendeva ad escludere "per  quanto possibile" il legno e i materiali infiammabili onde consentire la massima sicurezza nei confronti degli incendi che, nelle poperazioni di guerra, derivavano dall'uso del fuoco greco appreso dall'occidente europeo in seguito alle Crociate combattute nell'Oriente bizantino e arabo.

<< indietro : : avanti >>

Home page