Le Canipe della fortezza di Montagnana

Con la costruzione delle nuove mura avvenuta verso la metà del secolo XIV durante il dominio della signoria padovana dei Carraresi (la Rocca degli Alberi fu ultimata nel luglio 1362), fu adottato un criterio progettuale differente rispetto alle mura pre-esistenti, criterio che tendeva ad escludere "per  quanto possibile" il legno e i materiali infiammabili onde consentire la massima sicurezza nei confronti degli incendi che, nelle operazioni di guerra, derivavano dall'uso del fuoco greco appreso dall'occidente europeo in seguito alle Crociate combattute nell'Oriente bizantino e arabo.

Il fuoco greco, detto così perché i Bizantini venivano chiamati Greci, era una miscela altamente infiammabile (7) (forse composta con  petrolio, salnitro, catrame, trementina, olio, ecc.) la quale veniva proiettata già accesa contro le fortificazioni prese d'assalto che in quel periodo adottavano il legno per le coperture delle torri, per i cammini di ronda e per le bertesche sporgenti che guarnivano le merlature delle cortine e delle torri stesse.

Gli incendi che ne derivavano, causa la particolare natura della miscela, erano inestinguibili.

I tratti della cinta risalenti al Trecento Carrarese (XIV sec.), oltre ad essere più robusti e rinforzati da alte e possenti torri poste ad intervalli regolari, essendo costituiti nella loro parte interna da serie di grandi arcate sorrette da pilastri (i fornici sono profondi quasi m1,5 e larghi fino a oltre m 4,5), non avevano bisogno dell'impiego del legno per i camminamenti di ronda i quali, sostenuti dalle arcate di mattoni e pietre, erano perciò incombustibili.

    

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Il volume del vano coperto compreso in ognuna di queste grandi arcate  è mediamente di oltre mc 37.

Considerando che fra una torre e l'altra ogni cortina conta dodici canipe, si vengono ad avere circa mc 444 per ogni cortina e, poiché i tratti di mura risalenti al Trecento Carrarese contano ventidue cortine (più tre raccordi) con complessive 268 arcate, si possono calcolare in quasi 10.000 i metri cubi disponibili.

Onde avere un raffronto, si pensi che un capannone di 20 metri per 25 ed alto 6, contiene 3.000 metri cubi. Ma un capannone, una volta stipato, sarebbe inagibile perché privo dei necessari corridoi di servizio (larghi in media un metro e mezzo), mentre le arcate mettevano a disposizione i loro volumi con uno spazio di servizio esteso a tutta l'apertura del fornice a cui si accedeva dalla strada.

Ciò significa che, fatti i debiti raffronti con l'utilizzabilità di stivaggio di un capannone, il volume delle canipe sarebbe virtualmente doppio: 20.000 mc complessivamente.

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7 Paragonabile negli effetti all'attuale napalm

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