Le Canipe della fortezza di Montagnana

Pure la paglia (probabilmente sistemata in pagliai e non nelle canipe) era importante, non solo come strame per le lettiere degli animali, ma anche per i giacigli degli uomini (paioni).

Parte delle canipe delle arcate, infatti, (soprattutto nei tratti settentrionali) potevano (con parecchi posti sistemati nei ripiani) alloggiare al coperto persone, militari o civili che fossero.

Per l'acqua, elemento indispensabile per la sopravvivenza quanto le vettovaglie commestibili, non si poteva contare su canali attraversanti la città come avveniva per tanti altri centri fortificati medioevali (Vicenza, Padova, Verona, Treviso, ecc.)(9).

Tuttavia esistevano numerosi pozzi e la falda freatica non era profonda. Sotto questo aspetto quelli erano tempi più felici degli attuali perché le acque del sottosuolo, anche le più superficiali, erano limpide e potabili.

L'acqua dei fossati doveva essere igenicamente poco affidabile perché raccoglieva gli scoli della rete dei cunicli fignari correnti sotto la Motta della fortezza (tutt'ora esistenti benché non praticabili).C'erano pozzi anche all'interno della Rocca degli Alberi (due, ancora esistenti) e nel Castello di S. Zeno.

Infatti, secondo quanto emerso dagli scavi eseguiti nel corso dei recenti lavori di ristrutturazione  per la collocazione di un grosso serbatoio per le emergenze antincendio, l'unico pozzo finora trovato era all'interno del cortile.

canipe11.jpg (84184 byte)   canipe12.jpg (88619 byte)

Per quest'ultimo, tuttavia, la situazione freatica doveva essere differente da quella della Rocca.

-------------------------------------------

9. Correva tuttavia presso le mura il Fiumicello che allagava i fossati e che proveniva dal fiume Novo (Frassine)

canipe13.jpg (90868 byte)

Esso doveva sfruttare la raccolta dell'acqua piovana, similmente a quanto accadeva nei secoli passati per i pozzi dei campielli di Venezia. Infatti, tutto attorno, stava nel sottosuolo un enorme imbuto a forma di cono rovesciato di circa dieci metri di diametro, interamente rivestito per lo spessore di una trentina di centimetri con un'argilla speciale (sembrava impastata con una sostanza grassa ed era ancora plastica dopo tanti secoli) e riempita di materiale ghiaioso. Serviva probabilmente a convogliare nel pozzo stesso (forse dotato un tempo di cisterna) le acque piovane.

Questo raro esempio di tecnologia medioevale delle acque potabili è stato purtroppo distrutto in occasione dei lavori degli anni '90.

Concludendo, si può dire che, con le canipe ricavate nei vani delle arcate, la fortezza era in grado di svolgere egregiamente il suo ruolo logistico e di ricetto che era essenziale quanto la sua funzione militare perché complementare a questa.

Non era possibile infattiper un esercito, fare a meno di adatti ripari e di adeguati rifornimenti ed era vitale per gli abitanti di un territorio - in quei tempi tanto calamitosi ed agitati - poter salvare entro le mura ben munite ed imprendibili, oltre ai preziosi raccolti commestibili della terra anche le proprie vite.

Si comprende perciò come Montagnana sia stata sempre tenuta nella massima considerazione dalle popolazioni dei paesi della Scodosia: essa era indispensabile alla sicurezza e alla sopravvivenza di tutti.

Montagnana, 4 novembre 2001

Prof. Leone Parolo

Copyright riservato all'autore per testo e disegni

<< indierto

Home page