I Carraresi

Nel 1337 Marsilio di Pietro da Carrara viene acclamato Signore di Padova, dopo che una Lega capitanata da Venezia e Firenze aveva scacciato i veronesi dalla città.

Potente famiglia Guelfa attestata già nel XImo secolo nel castrum Carrarie, porrà, tra la fine del '200 e gl'inizi del '300, le basi per la Signoria padovana.

Il primo da Carrara di cui si ha notizia è Litulfo (+1027).

Nell XIImo secolo si costituiscono Signoria nel castello di Carrara, da cui il nome. Il massimo splendore di questo periodo lo ottengono con Marsilio. Il secolo successivo, in seguito a lotte interne e con l'Imperatore, li portano a cedere il castello alla città. Dopo la caduta di Ezzelino si consolidano in Padova.

Nel 1318 Giacomo di Marsilio, per contrastare gli Scaligeri,  viene eletto Capitano perpetuo. Ma Padova è debole e cade in mano Imperiale e passata ai Veronesi.

Venezia non vede di buon occhio le mire espansionistiche dei della Scala, si allea a Firenze, scaccia i Veronesi e, come già detto, Marsilio sarà Signore di Padova.

Alla sua morte si susseguono:

-Ubertino (1338-1345)

-Giacomo (1345-1350)

-Giacomino (1350-1355)

Sotto di loro verrà iniziata la sontuosa reggia addossata alle mura, a esse collegata tramite un traghetto pensile, e la ri-sistemazione di strade, argini e canali ad  essa collegati.

Con Francesco "il Vecchio"(1355-1388), la casata e Padova assurgeranno al massimo splendore, ma segnerà anche l'inizio della fine.

Alla sua corte artisti come l'Altichiero, Guariento, Menabuoi

L sue mire espansionistiche lo portano ad allearsi con Ludovico d'Ungheria in cambio di consistenti accrescimenti territoriali nel Bellunese. A Venezia questo non piace, rompe l'alleanza e conduce dal 1378 al 1381 una guerra, detta dei confini.

Nel frattempo un'altro potente nemico si affaccia da ovest: Giangaleazzo Visconti. Le continue campagne condotte da Francesco hanno portato ad un inasprimento dei tributi, la società padovana non è più con il vecchio pater patriae. Nel 1388 il Visconti conquista Padova, cattura Francesco e lo deporta in Lombardia, dove morirà nel 1393.

Tocca ora al figlio di Francesco il Vecchio, Francesco "il Novello", a portare avanti la casata. Sfuggito alla prigionia rientra in Padova nel 1390. La città, dopo due anni di dominio Visconteo, si ricompatta intorno a lui. Una volta liberata Padova, il Novello si lancia alla conquista della vecchia nemica Verona, anche perchè nel frattempo  Giangaleazzo è morto.

Ancora una volta Venezia si sente minacciata dall'antico alleato, e muove contro di lui. Nel 1405 penetra in territorio padovano e assedia la città. Alla sua resa imprigiona il Novello e lo deporta a Venezia, dove viene strangolato con i figli. 

Termina così l'epopea della Signoria padovana.

L'epilogo nel 1435, quando il figlio Marsilio, scampato alla cattura, tenta di rientrare in città. Riconosciuto, viene catturato e giustiziato a Venezia.

Il sipario cala definitivamente.

Stemma Carrarese, Cimiero e insegne di Francesco il Vecchio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonti: GE20 de Agostini Medioevo 03/99

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