La Città e il Medioevo: un’ipotesi di datazione 1
Quando
inizia il medioevo? E, ancora più interessante, quando termina? L’arco
temporale attraversato dall’Occidente, che convenzionalmente va dalla
deposizione dell’ultimo imperatore romano Romolo Augusto alla scoperta delle
Americhe, rappresenta un millennio di trasformazioni, di perdite e cadute per un
certo verso, ma anche di straordinarie invenzioni e dei nuovi paradigmi che
contribuiscono a definire l’Europa che costruiamo e in cui viviamo. Di là da
ogni polemica, è comunque interessante cercare di capire quali sono gli
elementi che, venuti meno, pongono fine ad un’età “classica” e danno
l’avvio ad una nuova epoca, a posteriori definita di mezzo rispetto alla
rinascita moderna.
A questo proposito ci sembra molto convincente, seppur controversa, la tesi sostenuta da Pirenne, che pone come evento discriminante tra i due periodi la venuta meno del Mediterraneo come Mare Nostrum in seguito alla fulminea espansione araba del IX secolo. Con tale rottura infatti il mare cessa di essere il medium privilegiato degli scambi commerciali e non, tra i regni barbarici e l’oriente di Bisanzio, per divenire un ostacolo alla circolazione occidentale di merci e persone, territorio di caccia per gli abili pirati saraceni. Da questa lacerazione, nell’ipotesi di Pirenne, scaturisce una crisi che da economico-produttiva investe tutti gli altri ambiti, e porta ad una netta decadenza da cui l’Occidente si riprenderà solo da lì a tre secoli.