La Città e il Medioevo: un’ipotesi di datazione 5

La suddivisione del Medioevo in due macro – periodi, Alto e Basso, coincide con il rifiorire della civiltà urbana come contesto organizzato di vita collettiva. Il declino delle città fu un fenomeno disomogeneo, molto più forte in Europa settentrionale, che nella penisola (in particolare nel centro – nord Italia), dove, grazie anche alla vacanza dei poteri universalistici (papato e Impero) si verificò una certa continuità nel passaggio tra epoca classica e Medioevo. Città come Milano, Verona, Pavia, Firenze e Bologna non conoscono la crisi che portò alla scomparsa (e successiva rifondazione) di analoghi centri urbani in area Gallica e Germanica, ponendosi altresì come guide dei nuovi processi socio – economici all’alba del millennio. Tuttavia, anche se le funzioni della città, soprattutto nel rapporto con il contado di pertinenza, presentano forti analogie con l’organizzazione romano – imperiale, un ruolo strategico dal punto di vista economico, amministrativo e giurisdizionale; dopo il Mille divengono dei laboratori straordinari in cui si forgiano le premesse di un nuovo assetto politico e si studiano le soluzioni per i nuovi problemi posti dall’Età di Mezzo.

<< indietro : : avanti >>

Home page