La Città e il Medioevo: un’ipotesi di datazione 7

 

La cattedrale, edificio religioso aperto al culto e sede della cattedra del Vescovo, è da

 sempre oggetto di studio da parte delle discipline le più disparate. In questa sede ne

 trascuriamo gli aspetti architettonici, artistici o esoterici, per metterne in luce la

 funzione sociale. Secondo quest’ottica, le funzioni di tali monumento sono più

 direttamente ascrivibili all’area politica e civile che religiosa. L’arditezza della

 costruzione, la profusione di beni per realizzarla e abbellirla ad opera dei maggiorenti e

 delle istituzioni urbane, la visibilità che procura al contesto che la ospita, suggeriscono

 che la cattedrale funzionasse anche da emblema dell’autonomia e della ricchezza

 raggiunta da una città, ponendola come guida e riferimento di genti e territori. Non tutti

 sanno che in questi edifici spesso si tenevano fiere, mercati e riunioni, che avevano

 così una sede di prestigio e più confortevole, vi si praticavano prostituzione, mercatura,

 usura e altre attività che poco parrebbero inerenti al culto cui erano destinati. Tuttavia,

 lungi dall’essere assimilate a profanazione di luogo consacrato, nella sensibilità

 dell’epoca tali pratiche erano accettate. Questo sentimento può essere spiegato proprio

 dalle funzioni sociali e civili assolte dalla cattedrale, in un contesto urbano. Infine, in

 questo luogo è visibile la saldatura tra interessi ecclesiastici e borghesi, ovverosia della

 classe dominante i Comuni, poiché quest’ultimi fornivano i mezzi per la realizzazione

 delle Opere, in cambio della legittimazione, dell’ordinamento cui avevano dato vita e

 del proprio status, che il clero era in grado di dare.

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