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I Ponti Levatoi della Fortezza di Montagnana

Queste strutture manovrabili stabilivano un segmento materiale di congiunzione capace di collegare l'interno con l' esterno e le linee di battuta erano considerate termini sacri e invalicabili se non addirittura magici, Due erano le porte medioevali di Montagnana: una a levante verso Padova, cittā madre ed amica, ed era difesa dal complesso del Castello di San Zeno: fortificazione antichissima che venne consolidata da Ezzelino III da Romano nel secolo XIII. L'altra era a ponente, verso Verona, capitale di uno Stato vicino, quello Scaligero, che occorreva considerare, se non sempre con ostilitā, almeno con prudente e costante diffidenza: aperta forse durante il dominio Scaligero (1318-1338), fu fortificata da Francesco il Vecchio da Carrara nel 1362 con l'attuale Rocca degli Alberi.E' interessante sapere che fra la linea di battuta sulla sponda di campagna del ponte levatoio di Porta San Zeno e quella analoga del Ponte levatoio della Porta degli Alberi correvano 740 metri attuali,

equivalenti esattamente a 2500 piedi romani (cm 29,6 x 2500 = m 740), ossia 500 passus (m 1,48), Non si sa se tale misura possa derivare da un'antica dimensione del Castrum romano che presidiava il luogo nell'antichitā oppure dipenda dal fatto che gli antichi costruttori del Medioevo, come mi č capitato di scoprire studiando diversi monumenti di quei secoli, usassero ancora misure romane o equivalenti. La distanza di 740 metri potrebbe risalire in tal caso all'ultima sistemazione della cinta avvenuta per opera del "Magistro Inzegnero" Franceschino de' Schici al tempo della Dominazione Carrarese; circa verso la metā del secolo XIV (la Rocca degli Alberi fu terminata nel 1362 a completamento dei lavori), Entrambe le porte di Montagnana erano congegnate in maniera che nessuno le potesse oltrepassare facilmente: c!era un'alta torre (il Mastio) che teneva tutto il complesso del passaggio sotto sorveglianza e sotto il  tiro delle armi,

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