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I Ponti Levatoi della Fortezza di Montagnana

estremità, mediante catene, era sospeso il tavolato del ponte di metri 3,5 per metri 4,20, che era saldamente incernierato sulla soglia. Il parallelo_ gramma articolato composto dal telaio superiore e dal tavolato del ponte, poteva oscillare come una bilancia ed era contrappesato opportunamente mediante zavorre di pietra in modo che stesse in bilico, Il tutto risultava così praticamente privo di peso ed anche una sola persona con uno strattone e con uno sforzo minimo di un solo braccio era in grado di alzare o di serrare il ponte in brevissima frazione di tempo: alcuni secondi. Eppure il tavolato del ponte doveva essere pesantissimo dato che era tanto robusto da sopportare il transito dei carriaggi e probabilmente era rivestito sulla faccia inferiore con lastre di ferro atte a renderlo inattaccabile  dal fuoco che fosse stato portato dai verrettoni  incendiari del nemico.Questi ponti levatoi basati sul sistema della bilancia erano fra i più diffusi a quel tempo perché pratici e robusti, di costruzione semplice, di  funzionamento sicuro, rapido e affidabile, svelti da riaggiustare: tutte qualità essenziali per degli strumenti militari, Oltre l'eventuale lastratura ferrata sulla faccia inferiore, essi richiedevano una  notevole quantità di ferramenta (catene di sospensione, cardini delle cerniere, staffe per i contrappesi, chioderia, ecc,) e poiché il ferro nel Medioevo era prezioso, i levatoi erano meccanismi notevolmente costosi. Alla  manutenzione dei ponti e delle porte dovevano concorrere i villaggi della Scodosia, principalmente quelli di Casale e Urbana

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