I Templari

Particolarmente importante è un lascito del 1184, citato anche dal Foratti e contenuto nel testamento del Marchese Alberto d'Este morto in quell'anno. Cosi si esprimeva il nobile personaggio: "TempIo relinquo equum meum, ut si Rambaldus voluerit ei  dare quinquaginta libras habeat equum" Era consuetudine templare che i nobili Fratelli laici affiliati lasciassero all'Ordine (Templum) il loro cavallo (equum), bene prezioso (cinquanta libbre) e di enorme valore affettivo e simbolico per un cavaliere. Che uno dei nostri Marchesi fosse affiliato al Tempio potrebbe essere un ulteriore indizio in favore dell'ipotesi di una presenza templare in loco.Ritornando alla chiesa di S.Antonio Abate, è interessante accennare ad alcune testimonianze materiali ivi esistenti.Un primo spunto è dato da una piccola lapide di pietra d'Istria infissa sopra la porta verso strada e incisa con figure e lettere che danno un’originalissima versione del SATOR, misterioso acrostico palindromo (Sator Arepo Tenet Opera Rotas), usato anche dai Templari.   Una testimonianza più esplicita e data dalla Croce metallica situata sopra la cuspide del presbiterio e che è ornata da un complesso arabesco di ferro battuto in cui si può ravvisare in obliquo una croce greca ancorata intersecata con una Rosa splendente.

   

Per di più, sull'asta è imperniata una banderuola segnavento a forma di stendardo astile militare con intagliata la tipica croce patente dei Templari.templ14.jpg (88693 byte)

        

Un'altra importante testimonianza materiale si trova all'interno ed è un oggetto sacro di alto valore liturgico e simbolico: l’acquasantiera. Quest'antica coppa di pietra per l'acqua benedetta ha forma bombata e presenta una croce scolpita in altorilievo sulla parte frontale, Tali caratteristiche apparentemente ovvie l'hanno fatta sempre passare inosservata fino alle mie ricerche del 1989.Essa invece è di valore documentario eccezionale perché la forma riproduce esattamente quella di un elmo templare del tempo delle Crociate e la croce è quella patente scorciata fitta alla radice (terminante cioè a punta di pugnale) che compare nei sigilli del Tempio di Parigi.

Più di così...

Montagnana, 21 aprile 2003

LEONE PAROLO

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