I Templari

  Così la Via Rosa o della Rosa che, partendo dalla località Monastero presso Conterà Granze arriva a Montagnana passando davanti alla Chiesa di S Antonio Abate, è un toponimo tipicamente templare. Altrettanto si può dire della Via Spina entro le Mura (oggi Via Scaligera).La Rosa e la Spina erano elementi della simbologia del Tempio: Rosa significava Circolo di accoliti Iniziati men-tre la spina era correlata alla Corona di Gesù Cristo; Rosa Mystica era la Madre di Cristo, cioè l'Amore che unisce; la spina, il sacrificio che conduce alla salvezza. Solitamente l'Ordine possedeva nelle città dove era presente - due Hospitali: uno dentro ed uno fuori le mura. A Montagnana, nel Medioevo, c'erano almeno tre ospedali. Uno, dentro le mura in via della Spina, era l'Ospedale vecchio intitolato a S, Maria, nome assai caro ai Templari perché la Madonna era la Dama ideale alla quale dedicavano l'afflato sentimentale dei loro cuori di cavalieri votati alla castità perpetua e il loro inno di battaglia era la Salve Regina, Quest'Ospedale era forse annesso ad una chiesa. Effettivamente l'attuale Chiesa di S Francesco, in via della Spinà, che è di stile gotico, appare sopraelevata sopra una costruzione precedente che da diversi particolari come la cornice del rosone che fu otturato, l'arcata del portale, le tracce degli archetti di sottocornice e altri dettagli, rivela di essere stata originariamente di stile romanico, stile che precorre il 1350, anno di venuta entro le mura dei frati Francescani. Un altro Ospedale era quello di S. Bartolomeo che si trovava in Borgo Eniano, ma non si sa quale Ordine Religioso Io reggesse. Un’altra ancora era in prosieguo di via della Rosa: quello di S. Antonio annesso alla chiesa omonima che è molto antica. Una notizia riferisce che nel 1159 qui officiavano Monaci del Convento benedettino cluniacense di San Michele di Candiana e con Candiana (anche quando in epoca Veneziana i Canonici di S. Salvatore subentrarono ai Benedettini) praticamente continuò ad avere relazioni fino al secolo XVIII. E' sicuramente appartenuta per un certo periodo ai Monaci Antoniti di

S. Antonio Abate dipendenti da S.Antonio di Vienne di Padova, a sua volta subordinato a S.Antonio di Castello di Venezia. Lo attestano numerosi documenti, fra i quali il verbale della visita pastorale del vescovo Barozzi a Montagnana del 1489, e Io testimonia pure la banderuola con il Tau di S.Antonio Abate che ancora sta sulla

facciata dell'edificio, i beni di questa chiesa, che non era parrocchia, ma, essendo monasteriale, era dotata di proprio cimitero con diritto di seppellimento, furono sempre accatastati a S.Antonio Abate di S.Pietro di Castello di Venezia proprio dove i Templari avevano avuto Hospitale e base navale. Rammentando che gli Antoniti curavano per conto dei Templari l'assistenza medica ai pellegrini, si può opinare che la Chiesa di S. Antonio di Montagnana, visto pure che si trova in Via della Rosa, possa aver avuto qualcosa a che fare con l'Ordine del Tempio. Questa chiesa non risulta essere mai stata amministrata dall'Ordine Giovannita come era accaduto invece per l'antica chiesa romanica di S.Giovanni Battista che si trovava in Piazza Maggiore (demolita nel secolo XIX per far posto al Palazzo della Loggia) e che il Foratti stimato studioso di storia Montagnanese vissuto nell'800, riteneva templare. S. Antonio, sempre che sia stata templare, può essere stata acquisita dagli Antoniti subentrati ai Templari in Venezia nella gestione del complesso ospitaliero di San Pietro di Castello dopo che l'Ordine fu sciolto nel 1312, Il Foratti cita inoltre dei lasciti fatti ai Templari dai Marchesi d'Este (1142) che ai tempi delle Crociate reggevano Montagnana.

   templ12.jpg (78750 byte)   templ13.jpg (66669 byte)

 

<< indietro : : avanti >>

Home page