Le torri di Montagnana

L'attuale cerchia fortificata medioevale di Montagnana risalente parte al secolo XIII e parte al XIV, è da considerarsi uno degli esempi più interessanti e meglio conservati di architettura militare medioevalee europea. E' costituita da un circuito di quasi due chilometi di sviluppo, formato da cortine  e da torri, e racchiude una vasta superficie di venti ettari. In questo breve scritto ci si occuperà delle torri che presidiano l'anello murato, cercando di mettere in evidenza alcune delle principali loro caratteristiche di forma e funzione

Le torri Montagnanese, in totale ventiquatrro, escludendo quella della Rocca e del Castello, sono alte ben diciassette metri, ed alcune di esse, cioè le quattro che possono considerarsi angolari o cardinali, raggiungono i diciannove metri: vale a dire come un edificio di cinque e di sei piani rispettivamente.

Nel medioevo, quando in questa pianura le costruzioni erano rare, tale misura di altezza consentiva alle torri montagnanese di spuntare al di sopra della vegetazione circostante cosicché chi si trovava anche lontano dalla città poteva vederle. Reciprocamente, chi stava in cima alle torri stesse poteva spingere lo sguardo a notevole distanza.

Ricordo che quando da fanciullo abitavo ad Urbana, si citava come una meraviglia il fatto di poter scorgere in lontananza le torri di Montagnana se si fosse saliti in qualche granaio. Chi vede, però, può anche essere visto. Si evidenzia così una delle funzioni delle torri: servire da posti di vedetta

Benché queste torri abbiano sei lati, come più volte è stato giustamente osservato da vari Autori, in modo da potersi definire a pianta esagonale, sono foggiate nella loro parte anteriore secondo la geometria dell’ottagono regolare.

Le misurazioni effettuate sul monumento danno, per le torri di linea, una larghezza media di circa m 5,90 (+/- 2 cm). La misura di lati frontali ed obliqui si aggira intorno ai m 2,42 (+/- 2 cm).

In senso sagittale le torri misurano sempre un po’ più di sei metri (6,10 circa +/- 3 cm), cioè sono leggermente più lunghe che larghe.

La scarpata che si può vedere alla base delle torri, verso il motton e il vallo, aveva la funzione di raccordare il corpo della torre con le fondazioni che sono ovviamente più grandi, ma serviva pure per far rimbalzare i grossi sassi che fossero stati fatti cadere dall’alto dai difensori. I massi potevano così offendere il nemico frontalmente al di sotto dello scudo con cui questo tentasse di parare altre pietre scagliate dall’alto o di proteggersi dalle frecce.

Dalla parte verso città (lato di gola) le torri non hanno scarpate e sono completamente aperte per vietare l’arroccamento del nemico all’interno di esse nel malaugurato caso che questo riuscisse ad impadronirsene.

 

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