Le torri di Montagnana

L’avvicinamento di belfredi doveva essere effettivamente assai arduo

per queste mura dato che già il mottonn è di per sè ben più alto del piano campagna. Nessuno, durante il Medioevo, riuscì mai a portare a termine un' impresa del genere dopo la ristrutturazione Carrarese avvenuta verso la metà del Trecento.Il rinnovamento trecentesco della cinta "Ti rese sicura, o Montagnana, con più alte mura" come declamavano le lapidi celebrative fatte murare su entrambi gli ingressi della Rocca degli Alberi da Francesco il Vecchio da Carrara nel 1362, anno di ultimazione del gigantesco progetto di potenziamento della fortezza. Solo il perfezionamento delle artiglierie a polvere pirica (bombarde), verso i primi del 1500 circa, cioè quasi centocinquantanni dopo la ristrutturazione del complesso, cominciò a rendere vulnerabili le mura di Montagnana. Sulle torri di questa possente cerchia fortificata medioevale ci sarebbero ancora altre cose interessanti di cui parlare; per esempio: del perché sono in numero di ventiquattro, o della loro funzione cronometrica, oppure della forma geometrica di pianta, dei loro nomi antichi o delle loro dimensioni, ma sarà, eventualmente, per un' altra occasione.

Montagnana, 22 febbraio 2001

 

1 - Una cronaca del XIV secolo, scritta in dialetto padovano da un ignoto contemporaneo e pubblicata come prima appendice al Cortusi dal Muratori in appendice nel suo Rerum ltalicarum Scriptores ("Delle antichità Estensi ed Italiane" -, Parte I e II, vol. 2, Modena 1717-1740) così si esprime "in 1360… in questo tempo la tera di Montagnana, che è sule confine del distretto di Pava e de Verona commenzò a esser murata dal magnifico Signor Messer Francesco da Carrara di piera cotta, et fo compida in mesi ventisei et cli7 nove7 siando sovrastante Franceschin de Schici"

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2 - Un belfredo era una torre mobile in legno che gli assalitori spingevano verso le mura della città assediata cercando di farla avvicinare alle mura una volta che fossero riusciti a colmare il fossato d' acqua con una fascinata, Nei grandi assedi furono costruite anche più di una di queste torri mobili.

3 - Nella seconda metà del XIV secolo già cominciavano ad essere usate, sia pure sporadicamente, le prime armi da fuoco: rare, costosissime, piccole, poco efficienti, scomode da adoperarsi ed efficaci sì e no come deterrente psicologico, Le prime bombardelle a polvere pirica, alcune delle quali erano manesche, cominciarono ad entrare nell' uso bellico già nella seconda metà del secolo XIV Il Cittadella, per esempio, nella sua " Storia della Signoria Carrarese" accenna all'uso di armi da fuoco sin dallo scontro delle Brentelle fra Padovani e Scaligeri, parlando pure delle "quattro cal-l-a di bombarde catturate sul campo dall'esercito padovano ai Veronesi nella battaglia di Castagnaro. Fin dal secolo XIII erano in uso importate dall'oriente Crociato anche le malariche, specie di grossi giavellotti con propulsione a razzo. L’arma principale e più temibile in quel periodo era comunque la balestra, capace di un tiro lunghissimo (intorno ai duecento metri), teso e preciso, Della balestra si costruivano anche esemplari pesanti, da postazione. L’arco era però ancora molto adoperato perché presentava il notevole vantaggio di una rapida cadenza di tiro.

4 - L, Parolo - Alcune ipotesi sui criteri difensivi della città murata di Montagnana - manoscritto, 1967.

5 L’arco (in conci di mattoni o di pietra) acuto od ogivale è tipico dello stile architettonico cosiddetto "gotico". Siamo infatti nel XIV secolo.

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