vage a cagare, turlulU'!

 

Prima di una mischia, alla taverna o all’accampamento, come semplice interiezione del discorso, piuttosto che reale minaccia all’interlocutore, la parolaccia, il motteggio, il modo di dire e l’offesa, non possono mancare nel vocabolario di chi si occupa di rievocazione storica. Ecco perché mi sono interessato al turpiloquio in uso nel territorio padovano tra il XIV e l’inizio del XVI secolo. Grazie al volume citato, sono riuscito a raccogliere un vasto (ma c’è poi un limite in questa materia?) e ricco compendio di esclamazioni, ingiurie e circonlocuzioni in lingua pavana, desunte da opere di varia natura (si va dai sonetti, alle cronache, ai testi teatrali) risalenti ai due secoli a cavallo tra la massima espansione della Signoria dei Da Carrara e la conquista da parte della Serenissima dell’entroterra veneto. Per alcuni di questi termini ho cercato di fornire una versione attuale plausibile; per altri è immediato il riferimento al suo equivalente contemporaneo; per altri infine ho preferito non dare alcuna spiegazione e lasciare alla fantasia del lettore la scoperta dell’uso più adeguato. Attenzione però: chi ha dimestichezza con il dialetto veneto attuale potrebbe essere tentato di memorizzare un certo numero di insulti per sfoggiarli di fronte ai suoi prossimi avversari; tuttavia, a parte i problemi semantici, fonetici e di trascrizione, non è detto che sia compreso l’intento, e il malcapitato potrebbe rimediare solo un avvilente risolino…

Buona consultazione!

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