Accordi con la Libia, il Pd prova a superare le divisioni. Delrio: “I campi per i migranti vanno svuotati”


“Sulla Libia io voglio un salto di qualità con lo svuotamento dei campi e i corridoi umanitari”. Graziano Delrio, il capogruppo del Pd, ha convocato per domani alla Camera i deputati dem per decidere come votare sugli accordi con la Libia. Mercoledì o giovedì infatti in aula a Montecitorio si decide sulla proroga delle missioni internazionali, dove è contenuto il punto sulla Libia. Ma il Pd è diviso. Anche se Delrio assicura: “Lo svuotamento dei campi e i corridoi umanitari sono la vera questione. E su questo ritroveremo l’unità”.

Non è detto. I Dem infatti hanno presentato una risoluzione chiedendo alcune garanzie sull’uso delle motovedette libiche ma sostanzialmente riconfermando la linea che è d’altra parte quella di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno del governo Gentiloni, il quale inaugurò una collaborazione con la Libia per bloccare i flussi migratori. Una decina di piddì, tra cui Matteo Orfini, ex presidente del partito, Francesco Verducci, Giuditta Pini (che hanno anche fatto parte della delegazione di parlamentari sulla Sea Watch), hanno scritto un’altra risoluzione insieme con Nicola Fratoianni, leader della Sinistra e con il radicale Riccardo Magi, nella quale chiedono di stracciare quegli accordi, perché un paese in guerra non può in alcun modo essere considerato porto sicuro.

Orfini rincara: “C’è un legame abbastanza evidente tra quello che è accaduto alla Sea Watch e quello che nei prossimi giorni avverrà in Parlamento quando discuteremo del rifinanziamento alle missioni internazionali. Chiediamo alla Libia di riportare nei lager chi scappa dai lager perché non potremmo farlo noi: è illegale”. E attacca: “Molti nel Pd vogliono continuare a farlo, perché quegli accordi li firmò il governo Gentiloni. Accordi che non furono mai ratificati in aula, ma ai quali alcuni di noi, nonostante questo, si opposero già allora. A me pare una posizione inaccettabile. Penso sia giunto il momento di smetterla”. Chiede che anche il segretario Nicola Zingaretti sia presente alla riunione.

Tuttavia Lia Quartapelle, che è capogruppo dem in commissione Esteri e anche uno dei firmatari della risoluzione ufficiale, trova improbabile una modifica: “Vediamo quale sarà la discussione. Ma Orfini ha già detto che lui non cambia idea e non vota la risoluzione dem: complicato trovare una sintesi. La linea è già decisa e concordata difficile che si cambi”. Nonostante la situazione libica peggiori di giorno in giorno e lo stesso ministro degli Esteri, Moavero rimarchi che si tratta di un paese in guerra? Replica Quartapelle: Se interrompessimo la collaborazione con il governo internazionalmente riconosciuto faremmo un gesto con una valenza geopolitica molto forte. Di fatto si creerebbe più instabilità e lasceremmo i migranti più soli. Casomai bisogna fare di più, ad esempio organizzare corridoi umanitari europei per svuotare quei campi in Libia fino a chiuderli.  L’Italia, in questi anni, si è data da fare
 


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