Alitalia, per Fs proroga fino al 15 giugno – Repubblica.it


Un mese e mezzo in più concesso a Fs per presentare un’offerta definitiva e vincolante per Alitalia. Contro ogni aspettativa, e malgrado le raccomandazioni a fare presto arrivate un mese fa dai commissari, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha autorizzato la proroga al 15 giugno della scadenza del 30 aprile, pur auspicando che l’indicazione sulla composizione definitiva del consorzio acquirente possa arrivare nel minor tempo possibile. Gli occhi restano puntati su Atlantia, vista come il possibile tassello mancante per completare il puzzle, ma sulla holding dei Benetton c’è un braccio di ferro politico all’interno del governo.

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli assicura che il M5s non ha cambiato atteggiamento nei confronti di Atlantia e allontana l’ipotesi di uno scambio per far entrare la società in Alitalia: il dossier per la compagnia e quello sul ponte di Genova non vanno mischiati, ha chiarito.

Dal canto suo, Di Maio ha precisato che Atlantia non è a bordo finché i soggetti interessati non inviano una richiesta formale. Sulla società infrastrutturale si registra però l’apertura della Lega. E qualche segnale arriva anche da dentro il M5s (la senatrice Lupo in un post dopo Pasqua diceva ‘si vada avanti con Fs, Atlantia, Delta e Mef’).

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Ufficialmente Atlantia continua a tirarsi indietro (troppi fronti aperti, ha ribadito l’amministratore delegato Castellucci), ma sembra più una tattica negoziale. Sul tavolo ci sono i diversi dossier aperti col governo dopo il crollo del ponte di Genova (la revoca della concessione, lo sblocco degli investimenti e il sistema tariffario). Toninelli ha insistito sul fatto che le due questioni vanno tenute distinte: “Abbiamo un vantaggio, quello di non mischiare le cose. Quando lo fai sei ricattabile o devi fare compromessi al ribasso”.

Le trattative e le interlocuzioni intanto proseguono per cercare l’investitore mancante cui assegnare il restante 15% della newco per la nuova Alitalia. Un numero diverso dal 40% calcolato finora, che si spiegherebbe o considerando un minor capitale iniziale (non un miliardo, ma 700-800 milioni) oppure, spiegano alcune fonti, perché Fs potrebbe accollarsi ben più del 30% inizialmente previsto (arrivando fino al 55%), accanto al 15% di Delta e il 15% del Tesoro. E proprio da via XX Settembre il ministro Giovanni Tria, in un’intervista al Foglio, ha giustificato l’eventuale ingresso dello Stato nella compagnia “a condizione che sia un progetto che non va in perdita”.

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Intanto, in questo intreccio di dossier tra il governo e Atlantia, la controllata Autostrade ha inviato, rispettando il termine assegnato, la risposta al Mit sulla procedura di revoca della concessione legata al crollo del ponte Morandi: nel documento la società ribadisce “la correttezza del proprio operato” e reitera “le riserve ed eccezioni” già espresse sul procedimento avviato.

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