Alzheimer, il metodo che aiuta il caregiver a “pensare positivo”


ASSISTERE un genitore, un parente o un amico affetto da demenza, come l’Alzheimer, non è affatto semplice, soprattutto da un punto di vista psicologico. I caregiver (chi si prende cura regolarmente di una persona malata o disabile) lamentano spesso un elevato carico di stress emotivo che li espone a un maggior rischio di soffrire di ansia e depressione. Nella speranza di ridurre questi disturbi e sentimenti negativi, i ricercatori della Northwestern University, in collaborazione con la University of California di San Francisco, hanno appena ideato un nuovo metodo per insegnare ai caregiver come concentrarsi sulle proprie emozioni positive e affrontare al meglio gli aspetti più stressanti del dedicarsi alla cura di un familiare ammalato. E il loro studio, stato appena pubblicato su Health Psychology, ne descrive l’efficacia.

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Ansia e depressione

Nella ricerca, gli scienziati hanno messo in evidenza che il loro metodo, battezzato Leaf (Life enhancing activities for family caregivers), sia stato in grado di diminuire l’ansia e la depressione dopo sei settimane dall’inizio della sperimentazione. “I caregiver hanno mostrato minori livelli di depressione, più sentimenti di felicità e una miglior salute fisica”, commenta l’autrice dello studio Judith Moskowitz, ricercatrice della Northwestern University. Per capirlo, i ricercatori hanno diviso 170 caregiver di familiari affetti da demenza in due gruppi. Metà di loro è stato sottoposto a sei settimane di sessioni online mirate a imparare come ritrovare la felicità, o meglio a focalizzarsi su emozioni positive quali gratitudine, consapevolezza di sé, gentilezza, autostima, punti di forza personali e obiettivi raggiungibili. Mentre ai restanti è stato chiesto, sempre durante lo stesso arco di tempo, di compilare questionari online sulle proprie emozioni. A tutti i partecipanti, infine, è stato chiesto di compilare un test per capire i livelli di depressione, ansia e salute fisica all’inizio e al termine dello studio.

Il nuovo metodo

Le abilità insegnate ai caregiver con il metodo Leaf sono state: saper riconoscere un evento positivo ogni giorno, annotarlo su un diario o raccontarlo a qualcuno. Pensare a un proprio punto di forza e riflettere su come lo si è usato recentemente. Porsi un obiettivo ogni giorno e monitorare i progressi fatti per raggiungerlo. Annotare anche un qualsiasi fattore di stress, ed elencare i modi con cui questo può essere rivalutato positivamente. Fare piccoli gesti di gentilezza e, infine, esercitarsi sulla consapevolezza di sé, concentrandosi per dieci minuti sul proprio respiro.

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Imparare a essere felici

Alla fine delle sei settimane, i ricercatori hanno analizzato i questionari scoprendo che i caregiver sottoposti al metodo Leaf hanno avuto una riduzione del 7% in più di depressione e del 9% in più di ansia rispetto ai partecipanti del gruppo di controllo. “Lo studio Leaf e le tecniche che ho imparato hanno portato serenità nella mia vita e in quella di mio marito”, ha commentato un partecipante al metodo Leaf. “Entrambi abbiamo tratto beneficio dai cambiamenti del mio atteggiamento”. Un altro caregiver ha commentato: “Partecipare a questo studio mi ha aiutato a focalizzarmi sulla mia vita, che prima vedevo come una grande insegna al neon che recita “demenza” di fronte a me. Ma ora ho imparato a concentrarmi su piccole cose positive come osservare gli alberi o sentire il vento soffia. Sì, so che la malattia è presente nella mia vita, ma ora ho ridimensionato le lettere di quell’insegna al neon”. Il team di ricercatori ha ora in programma di proporre questo metodo in una versione online autoguidata e se in studi futuri si dimostrerà efficace, il metodo Leaf potrà essere utilizzato per aiutare il sempre crescente numero di caregiver nel mondo.

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