Amazon, lo smartwatch leggerà le nostre emozioni. E suggerirà cosa comprare


UN DISPOSITIVO in grado di leggere le emozioni di chi lo indossa. Come uno di quei gadget non proprio fantascientifici, ma che annusiamo dietro l’angolo, infilati dalla fantasia di Charlie Brooker e dei suoi collaboratori in una puntata della serie Black Mirror. O magari ripescato da qualche romanzo fantastorico. In un clima tecnologico concentrato sulla guerra commerciale e tecnologica fra Stati Uniti e Cina intorno al nodo del gigante Huawei, Bloomberg tira fuori un’anticipazione che non si allontana troppo dalla fiction: Amazon starebbe lavorando a un gadget intelligente da polso che possa decodificare la situazione emotiva analizzando la voce dell’utente. Un prodotto ibrido, in effetti molto curioso e che, come fa notare il sito The Verge, sembrerebbe più un tentativo tipico di piattaforme di crowdfunding come Kickstarter o Indiegogo che un progetto di un colosso come la creatura di Jeff Bezos su cui puntare milioni di dollari.
 
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A quanto pare, invece, Bloomberg ha raccolto dettagli sul nuovo ‘bracciale magico’ sia analizzando documenti interni all’azienda che interpellando una fonte informata sul programma. A lavorare sul dispositivo, collocato a livello di mercato come smartwatch per fitness e salute, sarebbero due divisioni di Amazon: anzitutto il team che sviluppa l’assistente virtuale Alexa, ormai presente in milioni di smart speaker, e poi il celebre Lab126, divisione hardware che ha ideato i tablet/e-reader Kindle e gli speaker Echo appunto di grande successo (basti pensare al blocco natalizio per le troppe attivazioni contemporanee così come il fallimentare Fire Phone).
 
Ma come funzionerà il portentoso dispositivo, nome in codice “Dylan”, in grado di leggerci nella mente o almeno di carpire il nostro umore? Molti elementi si ricavano da un paio di brevetti depositati negli anni scorsi. Insieme a un’app dedicata sullo smartphone, l’analisi passerà dai microfoni e potrà “comprendere lo stato emotivo di chi lo indossa dal suono della voce”, così spiega l’agenzia. Non solo: le funzionalità saranno anche proattive, per così dire. Cioè il bracciale potrà allertare chi lo indossa su come interagire meglio e in modo più efficace con chi ha intorno. Per la serie: “Mi raccomando, sii più sicuro di te”, “Attenzione, il tuo interlocutore si sente in imbarazzo: mettilo a suo agio” e simili. Si può ovviamente solo ipotizzare qualche divertente indicazione senza dimenticare le opportunità in chiave commerciale: a seconda di come ti senti, Alexa potrebbe suggerirti l’oggetto giusto da ordinare (su Amazon, s’intende) in quel momento. O in ogni caso profilare con precisione, sempre più in profondità, la propria utenza. Per poi passare all’incasso al momento giusto.
 
In fondo, il progetto non è poi così incredibile: altri colossi come Ibm, Microsoft o Google ci stanno lavorando da tempo e le frontiere dell’intelligenza artificiale sono sempre più raffinate (basti pensare al progetto Google Duplex). Dal tono della voce ai movimenti fino alla situazione cardiaca, sono numerosi gli elementi misurabili e valutabili, in grado cioè di segnalare stati di agitazione o al contrario di quiete eccessiva. Certo riuscire addirittura a leggere il “mood”, cioè lo stato intimo e personale do un utente sembra effettivamente un passo ulteriore.
 
Al momento non sono chiari i tempi di sviluppo, evidentemente lunghi e non necessariamente legati all’approdo in commercio di un qualche prodotto. Ma un programma beta sarebbe già in corso anche se non è chiaro se coinvolga l’hardware, la piattaforma software o entrambi gli elementi.


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