Anche Bersani cita Vasco Rossi: “Vai e fottitene dell’orgoglio”


RAVENNA  – Per la formazione di un nuovo governo giallo-rosso, anche Pier Luigi Bersani sceglie di citare Vasco Rossi. Dopo che Gianluigi Paragone del Movimento 5 Stelle aveva scelto la canzone “C’è chi dice no” come colonna sonora del suo appello a votare no alla consultazione sulla piattaforma Rousseu che si è aperta oggi, attirandosi anche le critiche del rocker di Zocca, l’ex segretario del Pd decide di scendere nell’agone delle citazioni musicali.

“Allora glielo cito io Vasco Rossi – ha detto Bersani ieri sera alla Festa dell’Unità nazionale di Ravenna – e dico: “Corri, fottitene dell’orgoglio, ci fosse anche solo una probabilità, giocala, giocala”. Non sto dicendo che questo accordo è senza problemi, ma il problema più grosso è se non ci si mette la necessaria convinzione”.

Per il parlamentare di Leu, che già nel 2013 tentò un avvicinamento con i “grillini” con lo streming ormai passato alla storia, non si tratta di perdere la dignità, ma di mettere appunto da parte l’orgoglio. “Ho sempre pensato che a un confronto più ravvicinato, c’era un’idea ma gli anni che abbiamo alle spalle hanno lasciato dei segni pesanti – ha detto Bersani di fronte alla platea dei militanti del Pd e dei suoi sostenitori venuti a Ravenna per applaudirlo – qualcuno ha invocato la dignità o l’orgoglio perduto. Ma uno che in testa un’idea, anche se porta pazienza, non perde la dignità. Io non credo di aver perso la dignità in quello streaming. L’orgoglio invece è un’altra cosa e può portarti fuori strada”.

Bersani crede quindi, non da ieri, alla necessità di un asse con il Movimento 5 Stelle per arginare il rischio rappresentato dalla destra di Matteo Salvini. “Io trovo che nel ragionamento di Carlo Calenda (che ha annunciato l’uscita dal Pd nel caso di un accordo con i grillini, ndr) ci sia un’insostenibile leggerezza – ha detto l’ex segretario dem – in un contesto che vede la presenza sullo scenario di Donald Trump, Jair Bolsonaro in Brasile, Boris Johnson nel Regno Unito, con Salvini che sdogana Casa Pound e appoggia Pillon, non credo che possiamo stare qui a sofisticare. L’idea che la sinistra riparta se lascia governare quella destra lì, in un Paese come il nostro non si è mai visto”. 


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