Arresti Legnano, Pd: “Salvini non può fare finta di nulla”. M5S: “Emergenza enorme”. Leader Lega: “Fiducia nei miei uomini e nei magistrati”


Il pd attacca la Lega dopo l’arresto del sindaco di Legnano: “Salvini non faccia finta di nulla”. Ma una posizione dura arriva anche dall’alleato di governo, il M5s: “Corruzione emergenza enorme”. Ma il ministro dell’Interno ribatte agli uni e agli altri: “Fiducia nei miei uomini e nei magistrati – è il commento di Matteo Salvini – spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti”.

“Ormai è chiaro ed evidente – attacca Luigi Di Maio, forse dimenticandosi dell’indagine romana sulla giunta Raggi – che c’è un’emergenza corruzione enorme in questo Paese con una tangentopoli bis che si sussegue ormai ogni giorno nelle ultime tre settimane. Domenica 26 maggio alle Europee la scelta è fra noi e la tangentopoli bis”.

Ribatte il segretario pd. “È talmente una cosa stupida quella che ha detto Di Maio – commenta Nicola Zingaretti – che meriterebbe che facessi l’elenco delle indagini in corso su sindaci e amministrazioni, anche a Roma, del M5S, ma non lo faccio perché sono una persona civile e non uso la giustizia italiana per fare un favore al mio partito”. “Non ci servono questi atteggiamenti ipocriti di chi dice queste stupidaggini e vuole fare giustizia di partito – ha aggiunto – è polemica elettorale che non fa giustizia ma punta a catturare consensi sull’ emotività,á anche se con enormi contraddizioni”.

“Di Maio dice che è una scelta tra loro e tangentopoli – chiosa il segretario di sinistra italiana Nicola Fratoianni – gli ricordo che il presidente del consiglio comunale di Roma poco tempo fa è stato arrestato per corruzione. Quindi è tutto dentro questa nuova questione morale. Siamo noi che invece ne siamo fuori, siamo gli unici che possono dire di essere orgogliosamente fuori da questa questione morale che torna ad esplodere sulla vita degli italiani”.

Ma sulla stessa linea del vicepremier grillino si colloca il ministro della Giustizia “Non commento mai le indagini in corso – ha dichiarato Alfonso Bonafede – ho massimo rispetto per l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati che devono lavorare in pace ma rilevo che in Italia c’è un’emergenza corruzione”.

“Va bene avere fiducia nei propri uomini e nella magistratura – incalza il senatore dem Franco Mirabelli – ma Salvini non può fare finta di niente anche questa volta, dopo averci spiegato ancora ieri che non servono regole e controlli, ma basta il buon senso per evitare la corruzione”. “Quella di Legnano – aggiunge – è l’ennesima vicenda che dimostra come il centrodestra in Lombardia insista con pratiche spregiudicate e spesso illecite. Questo episodio chiarisce che gli scontri interni al centrodestra in quel comune lombardo, che avevano portato la maggioranza dei consiglieri municipali a dimettersi, non erano legati all’interesse della città, ma a mere questioni di potere”.

“Anche stamattina – commenta la portavoce 5S Anna Macinaci – siamo svegliati con una notizia su politici arrestati per tangenti e corruzione. Ci sembra di essere circondati. Tutti i partiti sono coinvolti, non se ne salva uno: Lega, Forza Italia e Pd! Noi invece continuiamo ad affermare principi di legalità e non ci arrendiamo”.

“È uno spettacolo vergognoso e triste”, afferma Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Avevamo chiesto il commissariamento di Legnano in tempo utile, quando Fratus per questioni connesse all’assegnazione di poltrone perse la sua maggioranza. Siamo scesi in piazza in centinaia per chiedere le dimissioni del sindaco eletto in quota Lega nel 2017 invitando Salvini ad inviare il commissario”.

 Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi , sottolinea l’incongruenza della posizione ‘moralista’ dei grillini. “Di Maio – sottolinea Bonelli – attacca la Lega  su tangentopoli ma lui è al governo con Salvini e con lui ha condiviso tutti i provvedimenti illiberali e accettato sin da l’inizio che al governo con lui vi fossero due viceministri, ai Trasporti e all’Economia, Siri e Garavaglia: il primo che ha patteggiato la condanna per bancarotta il secondo rinviato a giudizio per turbativa d’asta”.
 


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