Arriva Libra, così Zuckerberg punta a diventare un’alternativa al dollaro – Repubblica.it



MILANO – Una valuta virtuale con la speranza di imporsi, un giorno, al fianco del dollaro. Così a Bloomberg commentano il lancio di Libra da parte di Facebook. Una divisa che non si può sovrapporre in tutto e per tutto alle altre valute virtuali come il Bitcoin, spesso richiamato nell’attesa di questa nuova iniziativa del social network. Libra nasce infatti come stablecoin, una moneta digitale che ha alle sue spalle una rete di protezione data da asset reali. Riserve costituite da asset stabili come depositi bancari e titoli a breve termine originati da Paesi con valute e Banche centrali di alto standing, affidate a una rete di ‘custodi’.

Un siffatto design ha una duplice funzione: in primis è un modo per proteggere Libra dalle montagne russe che hanno caratterizzato la quotazione del Bitcoin e delle altre monete digitali, soggette a repentini sbalzi di prezzo, a picchi e vallate che scoraggiano dall’uso comune. Proprio per aumentare la fiducia che gli utenti possono riporre in questo nuovo strumento, in seconda battuta, si offre questa rete di protezione. Per quanto i prezzi di libra possano disallinearsi da quelli delle attività sottostanti, nota la Reuters, a chi deterrà in portafoglio la nuova moneta dovrebbe esser assicurato un “alto livello di garanzia” di poter convertire in qualsiasi momento le loro criptomonete in valute tradizionali sulla base di un tasso di cambio.

L’obiettivo ultimo di Zuckerberg è quello di trasformare il sistema di messaggistica in uno strumento di pagamento, in modo da allargare il business oltre la pubblicità che ad oggi costituisce il grosso dei ricavi del social network. La nuova moneta elettronica, ha spiegato il ceo di Menlo Park, “può avere un importante impatto positivo sulla vita delle persone perché non è necessario portare con sè denaro contante, nè pagare commissioni”. Un elemento che “è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali o ai servizi finanziari. Al momento, ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno un telefono cellulare”.

Facebook ha anche avviato una controllata, Calibra, all’offerta di portafogli digitali per custodire, trasferire e spendere le Libra. Insieme alle neonata Calibra, nell’impresa si è imbarcata una rete di 27 soggetti che formano la Libra Association, una non-profit indipendente con sede a Ginevra, in Svizzera, dalla quale partiranno le decisioni sulla moneta. Il biglietto per salire a bordo era di 10 milioni di investimento, dal quale sono stati esentati i membri non-profit come il gruppo Kiva che si occupa di inclusione finanziaria. Entro il lancio, nel 2020, l’associazione punta a raggiungere i 100 membri. Per il momento, ha fatto sapere Iliad che è della partita, si contano tra gli operatori di pagamenti: Mastercard, PayPal, PayU (braccio fintech di Naspers), Stripe e Visa; tra i tecnologici: Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft, Mercado Pago, Spotify Technology, Uber Technologies. Tra gli specialisti blockchain: Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Xapo Holdings Limited; per i Venture Capital ci sono Andreessen Horowitz, Iniziative innovative, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures. Tra i fondatori anche organizzazioni non profit: Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps, Women’s World Banking.

“Libra rappresenta la più audace incursione di Facebook nel mondo dei servizi finanziari e dei pagamenti – commenta Valeria Portale, Direttore degli Osservatori Innnovative Payments e Blockchain & Distribuited Ledger del Politecnico di Milano -. La nuova moneta dovrebbe essere usata dagli utenti per interagire con i negozi virtuali, invio di denaro e in futuro includere anche altri servizi finanziari. Nonostante ciò, Facebook non si pone come antagonista ai moderni player del settore finanziario, ha invece manifestato il proprio interesse a collaborare con loro, come testimonia la presenza delle più importanti multinazionali nell’ambito dei pagamenti all’interno dell’elenco dei sostenitori dell’iniziativa, Mastercard, PayPal, Stripe e Visa”.

La concorrenza è ampia. Secondo l’esperta, sono già moltissime le criptovalute nate oltre a Bitcoin, oggi se ne contano ben 2.238, e si parla sempre più insistentemente anche di criptovalute create da aziende multinazionali, non solamente figlie di progetti promossi da fondazioni. “Facebook non è il primo attore di Social Network o Instant Messaging a lavorare su una criptovaluta – rileva Portale -: anche Telegram si sta muovendo da oltre un anno per creare una valuta che possa essere utilizzata globalmente, consentendo trasferimenti di denaro p2p in tutto il mondo e ulteriori funzionalità”.


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Babà Napoli

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