Autonomie regionali, Fontana: “Aspettiamo la convocazione di Boccia. Vogliamo le competenze su scuola e sanità”


Aspettiamo il confronto con il ministro Francesco Boccia. Ma sulle autonomie regionali bisogna ripartire da dove si era arrivati. E la Lombardia è pronta ad assumere le competenze sulla scuola e sanità. Attilio Lombardi, governatore lombardo, dal Forum Ambrosetti lancia la sfida al governo appena insediato sullo spinoso tema dei poteri regionali rafforzati da conferire a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

“Ho sentito il ministro Boccia dire che vuole incontrare i tre governatori quindi aspettiamo la convocazione”, dice Fontana in un dibattito con Stefano Bonccini (Emilia-Romagna),  Vincenzo De Luca (Campania) e Giovanni Toti (Liguria). Il governatore lombardo per avviare il confronto pone due condizioni: “Sono disponibile a discutere a patto che si mettano da parte pregiudizi e affermazioni sgangherate e che si riparta dal lavoro già fatto”. Questo significa dal documento “limato” con il governo e dal pre accordo firmato con il governo Gentiloni, che già aveva definito la procedura da seguire: quindi senza più discussioni sulla possibilità di emendare il testo da parte del Parlamento. “Nostro interlocutore – conclude – sarà il presidente del Consiglio che ha dichiarato il suo impegno formale e sicuramente il ministro”.

Il governatore lombardo insiste poi nell’ottenere il potere in materia scolastica. Materia che dovrebbe restare fuori dai poteri rafforzati.  “La scuola credo non potrebbero non considerarla tenuto conto che c’è una sentenza della Corte Costituzionale che già dichiara che le Regioni possono organizzare una parte di questa materia.
Se dovessero dire di no faremo una legge nel rispetto di quella sentenza della Corte costituzionale”.   E lo stesso discorso vale anche per  la sanità. Esattamente il contrarioo di quello che pensa De Luca: . “Si può trovare un’intesa. L’importante è non toccare la scuola pubblica e la sanità pubblica e poi difendere le ragioni del Sud”.

“Ricominciamo la discussione tenendo conto dei punti fermi che siamo riusciti a individuare in questi mesi, altrimenti butteremmo via del tempo. . insiste Fontana – Se la Lombardia chiede venti materie, dal momento che è nell’alveo delle possibilità costituzionali, non vedo perché la nostra richiesta debba risultare più audace di quella di chi ne ha chieste soltanto quindici”.

Fontana però non mostra molto ottimismo. “Per ora  – dice non abbiamo visto un’attenzione particolare al Nord ma può darsi che siamo noi distratti o che la genericità dei punti ricomprenda anche questa parte che non è stata esplicitata. E’ talmente un libro dei sogni che probabilmente in uno di questi punti se andiamo a vedere ci sarà anche qualcosa in merito”.

Il governatore lombardo boccia anche l’ipotesi di un sottosegretario per Roma Capitale. “O si affronta il tema
prendendo il toro per le corna o altrimenti se si usano i pannicelli caldi non si risolverà mai, che ci sia o non ci sia il sottosegretario”, dice. “Penso che Roma Capitale sia un problema che sono sessant’anni che si cerca di affrontare”, e lì le risorse “in più arrivano e anche in maniera molto consistente”. “Quando ero vicepresidente nazionale dell’Anci – ricorda – mi imbestialivo ogni volta che vedevo quanti soldi in più arrivavano a Roma”.

Anche il governatore ligure Toti non vede margini per l’avvio dell’autonomia differenziata con il nuovo governo giallorosso: “Spero molto, temo poco Nella compagine di governo c’è il M5S che già nel precedente governo aveva rallentato e manifestato molte perplessità rispetto a processo di autonomia, che invece secondo noi è necessario – ha aggiunto Toti -. Io mi auguro che questo governo sappia riprenderle in mano”.

 


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Carlo Verdelli
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