Bari, al comizio di Di Rella 200 in piazza e Berlusconi al telefono: “Verrò a festeggiare”


A sorpresa, quando il comizio sembrava ormai concluso, è arrivata  la telefonata da Arcore di Silvio Berlusconi. “Verrò personalmente a Bari a festeggiare la vittoria di un candidato sindaco del popolo della libertà, della gente semplice. Forza Italia è in prima linea nella lotta alle sinistre e all’estremismo del Movimento 5 Stelle. Pasquale Di Rella libererà la città”. È stata la voce in diretta telefonica dell’ex premier a risuonare in piazza Risorgimento al quartiere Libertà. Così il candidato sindaco del centrodestra al Comune di Bari, sostenuto alle primarie da Forza Italia e da liste civiche, ha chiuso questa strana campagna elettorale dove sono mancati confronti e dibattiti. In piazza a sentire il comizio sono stati in circa 200. 

La scelta di chiudere al Libertà il candidato l’ha spiegata subito appena salito sul palco. “Voglio parlare qui nel mio quartiere, alla mia gente, a quelli come me che vestono in jeans e maglioncino e non indossano la giacca e la cravatta – ha detto – Mi hanno detto che sono invisibile, voi ora mi vedete? Volete al governo cittadino uno intelligente che grazie alla sua intelligenza si mette d’accordo con i potenti? Io sono stupido e sto con tutti voi che siete degli stupidi”.

Quanto alla sua allergia alle interviste e ai faccia a faccia in tv ha ribadito: “io rispondo ai cittadini baresi, non vado nei salotti televisivi”. Più che un discorso quello di Di Rella è stato un dialogo con il comico che ha presentato la serata, Max Boccasile. Poco più di dieci minuti di discorso inframmezzato da domande. 

“Il mio primo provvedimento da sindaco – ha spiegato – sarà quello di un monitoraggio meticoloso e preciso degli sprechi: la spesa corrente del Comune di Bari ammonta a 330 milioni di euro e spesso i cittadini più disagiati si sentono dire che non ci sono risorse. Non è vero, dobbiamo tagliare gli sprechi per abbassare le tasse. Solo lasciando soldi nelle tasche dei cittadini, dei commercianti, delle imprese potremo rilanciare l’economia e con l’economia il lavoro”.

E ancora: “Bari è stata divisa in questi anni non solo dal binario della ferrovia, ma da un muro invisibile, ma non per questo meno alto e invalicabile, fra una porzione di città molto ridotta formata da tre quattro strade del centro murattiano e tutto il resto della città che è una grande periferia dove vi è un enorme disagio sociale. Il 26 maggio chi non vuole rassegnarsi al declino di questa città deve votare per il centrodestra e per le liste che sostengono me: questo sarà il prologo della cacciata di Michele Emiliano dalla Regione Puglia”.


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