biglietti nominali dei concerti in vigore dal primo luglio – Repubblica.it


Da domani, chi vuole acquistare un biglietto di un grande concerto dovrà fornire il proprio nome e cognome, luogo e data di nascita. E mostrare, il giorno del concerto, la propria carta d’identità al servizio d’ordine per poter entrare.
 
È il cosiddetto biglietto nominale, già applicato da alcuni anni per le partite di calcio professionistico. Il primo luglio, infatti, entra in vigore un emendamento alla Legge di bilancio che mira a contrastare il fenomeno del secondary ticketing, che in Italia conosciamo – da anni – con il nome di bagarinaggio: la rivendita attraverso canali non ufficiali di biglietti a prezzo gonfiato.
 
Il secondary ticketing è un fenomeno più difficile da gestire proprio perché avviene online, con strumenti molto potenti. Uno di questi sono i bot: programmi informatici pensati per rastrellare centinaia di biglietti in pochi secondi, lasciando a bocca asciutta i consumatori davanti allo schermo. Tagliandi che, in una specie di gioco delle tre carte virtuale, qualche minuto più tardi ricompaiono su siti di rivendita secondaria – spesso con server all’estero – a prezzi proibitivi per molti. E proprio contro i bot il Parlamento Europeo ha da poco approvato una norma che vieta la rivendita di biglietti acquistati in questo modo.
 
“In Italia aspettavamo da tempo una legge di questo tipo: ora speriamo solo che non venga né fermata né edulcorata” commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Quello del bagarinaggio online è un fenomeno particolarmente odiato dai consumatori, che da anni ci riempiono di reclami per denunciare il fenomeno”.
 
Già in fase di discussione l’emendamento era stato criticato da alcuni addetti ai lavori come gli organizzatori dei concerti e le società di rivendita primaria, lamentando maggiore burocrazia e più costi di gestione, che alla fine avrebbero pagato i consumatori. “Ci era stata chiesta una proroga al primo gennaio 2020, ma pensiamo che la tecnologia sia già pronta. I consumatori hanno paura di essere truffati, non di essere controllati all’ingresso di un concerto” spiega Sergio Battelli, M5S, presidente della Commissione politiche Ue alla Camera e primo promotore della legge. Battelli cita l’esempio di Ed Sheeran, che per il concerto di Roma lo scorso 16 giugno ha espressamente voluto che i biglietti fossero nominali: “Ho chiesto, via Instagram, ai suoi fan che erano geolocalizzati allo stadio Olimpico come si fossero trovati e nessuno mi ha parlato di code interminabili  o controlli massacranti, come qualcuno paventava”, continua.
 
“È una novità che accogliamo in modo positivo perché contrasta un fenomeno inaccettabile –
spiega Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori – ma bisognerebbe prevedere anche la possibilità di cedere i biglietti gratuitamente a parenti o amici in caso di impedimenti all’ultimo minuto” è il suo suggerimento.
 
Alcune settimane fa TicketOne, la principale piattaforma di rivendita primaria, si è rivolta ad Agcom perché la “legge Battelli” – già in vigore da mesi tranne che nella parte in cui prevede il biglietto nominale – venisse applicata fino in fondo. Applicando sanzioni ai siti di rivendita secondaria che nel frattempo hanno continuato a proliferare. L’obiettivo del biglietto nominale, spiega il pentastellato, è quello di “affamare questi siti e, allo stesso tempo, fornire più strumenti ad Agcom e Antitrust perché possano chiuderli: questa legge ha bisogno di un rodaggio perché presuppone un cambio di mentalità tra gli stessi cittadini. I quali sapranno che per alcuni eventi, un biglietto senza il nome stampato sopra è sinonimo di truffa”.
 
Secondo Dona, però, le piattaforme di rivendita secondaria non sono necessariamente un male. “La rivendita a prezzi gonfiati dev’essere stroncata, ma all’estero questi siti offrono biglietti a prezzi leggermente più alti perché forniscono, ad esempio, un’assicurazione nel caso in cui il concerto venga annullato o lo stesso fan non riesca, per diversi motivi, a partecipare. Si tratta di servizi, non di gabelle”. E in Italia, che succede a chi, per qualsiasi motivo, non può andare a un concerto? Fino ad oggi lo poteva rimettere in vendita – o regalare – a chiunque senza troppi problemi, proprio perché si trattava di un tagliando anonimo. Dal primo luglio, in questi casi, si potrà rimettere il biglietto a disposizione sulle piattaforme primarie e, dietro pagamento di una piccola tariffa, venderlo al prezzo di acquisto. È prevista anche la possibilità di un cambio nominativo, dietro pagamento di una commissione.

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Babà Napoli

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