Bimba ingerisce una pila, intervento d’avanguardia le salva la vita


HA INGERITO accidentalmente una micropila al litio, una di quelle piccole batterie a forma di bottone, che sono dovunque: dagli orologi, ai portachiavi delle automobili,  ai telecomandi, che le perfora l’esofago e le causa la rottura dell’aorta toracica. Oggi, più di un anno dopo, la bambina sta bene grazie a un intervento mininvasivo di endoscopia e cardiologia interventistica eseguito per la prima volta da una équipe multidisciplinare all’Ismett , l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione di Palermo. Il suo caso è stato appena pubblicato sul Journal of Medical Case Reports

“Oltre un anno fa per fortissimi dolori addominali una piccola paziente di tre anni viene portata al pronto soccorso dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, dove una radiografia evidenzia la presenza di una  batteria a bottone nello stomaco. Dopo qualche ora è in preda a una forte emorragia che neanche l’intervento chirurgico riesce ad arginare. Allora viene trasferita in Ismett: la batteria aveva provocato la formazione di una fistola aorto-esofagea, cioè aveva corroso le pareti dell’esofago e aveva rotto l’aorta toracica innescando l’emorragia massiva”, racconta Mario Traina responsabile dell’Unità di Endoscopia all’Ismett e co-autore della pubblicazione.

• COME SOSTANZE CAUSTICHE
Quando questi oggetti dalla carica elettrica molto forte si fermano nell’esofago si attivano, scaricano tutta l’energia sulle pareti,  le corrodono come una sostanza caustica stabilendo un canale di comunicazione con l’arteria. Una situazione gravissima, che può provocare il decesso in pochissime ore. “Immediatamente abbiamo organizzato una èquipe multidisciplinare – riprende l’esperto – eravamo tanti, più di venti  intorno alla piccola: endoscopisti, cardiologi interventisti, anestesisti, radiologi, chirurghi pediatrici, chirurghi toracici e pediatri. Insieme siamo riusciti endoscopicamente a bloccare l’emorragia temporaneamente, gonfiando un palloncino nell’esofago, che ha funzionato un po’ come un dito che tappa un foro. Poi i cardiologi, guidati dalla radioscopia hanno posizionato una protesi attraverso la cute in corrispondenza della rottura dell’aorta, e bloccato così l’emorragia in maniera stabile. Nel mondo fino a oggi un solo un bambino si è salvato da una condizione come quella della nostra paziente, ma dopo diversi interventi chirurgici demolitivi. È stato fondamentale lavorare applicando le tecniche più innovative, ma soprattutto lo è stato lavorare in squadra – tiene a dire Traina -. Ma è necessario fare prevenzione”.

• L’INGESTIONE ACCIDENTALE DI PILE E BOTTONI
 L’ingestione accidentale delle pile a bottone nei bambini è un fenomeno in crescita. E nei più piccoli può accadere che la pila ingerita si fermi nell’esofago e dia luogo a una la fistola aorto-esofagea: l’evento avverso più grave che questi oggetti sono in grado di provocare. Negli Usa sono stati registrati 239 casi di complicanze gravissime da ingestione di batterie, e 59 bambini risultano deceduti. Il problema è che  nelle nostre case sono sempre di più i dispositivi elettronici azionati da queste batterie, che sono appetibili per i più piccoli: piatte, rotonde, del diametro di un paio di centimetri… ma non sono sempre adeguatamente assicurate nelle loro sedi,  tanto che i bambini stessi riescono qualche volta a rimuoverle. Il nostro ministero della Salute già da qualche anno segnala il rischio connesso al fenomeno e fornisce ai genitori  indicazioni per evitarlo:  accertarsi che gli alloggiamenti delle batterie siano protetti da chiusure apribili solo con utensili specifici, non siano rotti o forzati o manomessi. E nel caso di ingestione certa o anche sospetta – dicono al ministerotelefonare a un Centro Antiveleni, non provocare il vomito, e accompagnare il bambino in pronto soccorso, anche se non presenta sintomi,  portando in ospedale l’articolo da cui la pila è stata rimossa, e possibilmente la confezione originale o le altre batterie che sono presenti nei dispositivi che ne contengono più di una. 

I giocatoli presenti sul nostro territorio se sono conformi alla normativa  devono avere un vano batteria apribile solo con l’aiuto di uno specifico attrezzo (per esempio un cacciavite  a stella), in caso contrario il giocattolo non può stare sul mercato. E se, in contravvenzione alle leggi ci stesse, non va acquistato.
 


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Mario Calabresi
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