Bloccati in mare da più di una settimana, l’odissea di 12 migranti allo stremo


A BORDO DEL PESCHERECCHIO NUESTRA MADRE DE LORETO – La comunità internazionale e la sua burocrazia, da otto giorni, stanno tenendo ostaggio dodici migranti, tra cui due minorenni, a bordo di un peschereccio al largo della Libia. Le loro condizioni igieniche, sanitarie e psicologiche sono pessime. Uno di loro è in pericolo di vita, e va evacuato urgentemente.

Partita nella giornata di ieri da Zarzis, in Tunisia, la missione umanitaria congiunta United4Med – della quale fanno parte oltre agli italiani del progetto Mediterranea anche gli spagnoli di Open Arms – ha raggiunto il peschereccio Nuestra Madre de Loreto nel primo pomeriggio di oggi, nel tratto di mare proprio al confine tra la zona di competenza libica e quella maltese.

Alcuni membri dell’equipaggio, tra cui due giornalisti e il parlamentare di Leu Nicola Fratoianni, sono saliti a bordo dell’imbarcazione spagnola che otto giorni fa aveva raccolto dal mare i migranti in fuga da una motovedetta della guardia costiera libica. Hanno così potuto constatare come la situazione sia al limite della sopportazione. Migranti ed equipaggio sono esausti, sfiniti dal freddo e dalla burrasca dei giorni scorsi. Uno di loro, un egiziano di trent’anni, ha immediato bisogno di cure mediche. Continua a perdere i sensi e viene reidratato con una siringa. Tanto che intorno alle 18 il comandante del peschereccio ha accolto il suggerimento dei medici della missione umanitaria e ha richiesto l’immediata evacuazione per via aerea, e un elicottero da la Valletta è atteso per le prossime ore.

Visto anche l’imminente peggioramento meteo previsto per le prossime ore, sia gli spagnoli di Open Arms sia gli italiani di Mediterranea hanno contattato la Guardia costiera maltese (competente territorialmente), quella spagnola (il peschereccio è immatricolato ad Alicante) e, per conoscenza, quella italiana, per dare la propria disponibilità a trasferire a bordo i dodici migranti (due nigeriani, tre somali, un senegalese, tre egiziani e tre sudanesi) e fare rotta verso un porto sicuro. Ma hanno ottenuto solamente risposte ambigue, o rimpalli di responsabilità.

Secondo l’mrcc (maritime rescue coordination center) di Roma la cosa non riguarda in alcun modo l’Italia. “Il peschereccio spagnolo si è rifiutato di consegnare i migranti ai libici – è stata la risposta per vie brevi – adesso se ne assuma le responsabilità. Sul posto c’è anche una Ong spagnola, la cosa riguarda loro”. Quasi scortese la risposta ricevuta dalla Mare Jonio dagli spagnoli: “Noi non vi diamo nessuna istruzione.  Fateci sapere”.

Silenzio da Malta. Uno stallo che la dice lunga su come la richiesta di trasferimento a bordo dei migranti segni una prima importante svolta in una vicenda che va avanti ormai da otto giorni e che rischia di trasformarsi rapidamente in una gigantesca grana politico-burocratica tra Roma e Madrid (il 2 dicembre si vota in Andalusia) su chi accoglierà queste persone, visto che l’ipotesi che le Ong li riportino in Libia è da escludersi e che Malta, a quanto pare, non ne vuole sapere.
 


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Mario Calabresi
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