Borse caute tra dazi Usa-Cina e mosse della Fed – Repubblica.it


MILANO – Mattinata positiva sulle Borse asiatiche in attesa di capire che piega prenderanno i rinnovati colloqui tra Usa e Cina in materia commerciale e di difesa delle proprietà intellettuali in campo tecnologico. E’ l’atteggiamento prudente, dell’attesa vigile, a dominare nelle sale operative: oltre alla questione dei dazi, tiene banco la Federal reserve che domani dovrebbe tagliare di un quarto di punto il costo del lavoro. Una mossa inedita da un decennio che pure deluderebbe il presidente Trump, che già ha chiesto di più.

Mentre procede la stagione delle trimestrali, i future sulle Borse europee sono dunque poco mossi. Il Tesoro è chiamato a una nuova prova, dopo il buon esito dell’asta di Bot di ieri, con il collocamento dei Btp a 5 e 10 anni per un massimo di 7 miliardi.

Ieri sera, Wall Street ha chiuso mista con il Dow Jones in rialzo dello 0,11% e il Nasdaq negativo dello 0,44%. Questa sera Apple pubblicherà i suoi attesi conti finanziari, intanto Uber e Lyft mostrano alcune difficoltà.

La Banca centrale del Giappone (Boj) ha rivisto stamattina al ribasso le stime sull’inflazione per l’attuale anno fiscale 2019 e il 2020, avvertendo che è pronta ad intervenire qualora i prezzi al consumo dovessero scendere ulteriormente. Al termine della riunione conclusa quest’oggi, il comitato guidato dal governatore Haruhiko Kuroda ha mantenuto invariata la politica monetaria ultra espansiva, con i tassi di interesse in territorio negativo al meno 0,1%, e il rendimento sui bond decennali all’attuale livello di zero. Nell’ultimo rapporto la Boj stima una crescita dell’economia per l’anno in corso dello 0,7% rispetto al +0,8% delle previsioni di aprile, mentre il rialzo dei prezzi al consumo è atteso pari allo 0,8% dalle precedenti stime di 0,9%, scontando gli effetti dell’aumento dell’Iva, programmato ad ottobre. Il governatore Kuroda incontrerà la stampa nella tradizionale conferenza stampa del pomeriggio a Tokyo. Sempre in Giappone, il rallentamento degli ordinativi dal comparto auto ha fatto segnare la maggiore flessione su base mensile della produzione industriale: in giugno l’output ha registrato una flessione del 3,6% rispetto al mese precedente.

In Europa, secondo la lettura preliminare il prodotto interno lordo francese ha registrato nel secondo trimestre del 2019 una crescita su base trimestrale dello 0,2% contro il precedente +0,3% e su base annua ha mostrato un +1,3 rispetto al +1,2% della passata rilevazione. Gli analisti si aspettavano una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% su base annua. In Germania, la fiducia dei consumatori dà nuovi segnali di tensione: dovrebbe scendere ancora, per il terzo mese consecutivo, ad agosto, penalizzata dall’andamento negativo dell’economia, secondo l’indice dell’istituto gfk. Il livello è atteso in ribasso a 9,7 punti (un decimo di punto in meno del mese precedente), come ad aprile 2017. Questa nuova flessione è in linea con quella misurata dall’Ifo che rileva la fiducia delle imprese, scesa ai minimi dal 2014. 

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Babà Napoli

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