Borse in calo dopo i maxi rialzi. Non si ferma la corsa del petrolio – Repubblica.it


MILANO – Ore 9. Si spegne già l’ottimismo sui mercati per una possibile tregua cmmerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo la seduta molto positiva di ieri, le Borse oggi ripartono tutte in calo. Decisi ribassi si sono registrati già questa mattina sui listini asiatici con Tokyo che ha concluso gli scambi con  un pesante -2,31%. In territorio negativo  tutti i principali indici europei dove prevalgono le prese di profitto dopoil rally di inizio settimana. Milano cede lo 0,14%, Non si ferma intanto la corsa del prezzo del petrolio: gli investitori scommettono su un acordo per un taglio dell’offerta da parte dei produttori nel vertice Opec di giovedì. I contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio guadagnano 66 centesimi a 53,61 dollari al barile. Il Brent sale di 59 centesimi a 62,28 dollari al barile.

Sul fronte italiano si mantiene poco mosso lo spread, a 284 punti con il rendimento del decennale italiano al 3,13%. I mercati restano alla porta per capire l’esito della trattativa avviata dal governo con l’Europa per scongiurare la procedura di infrazione. Sul tavolo l’esecutivo gialloverde potrebbe mettere sul piatto una sostanziosa riduzione delle risorse accantone per Reddito di cittadinanza e Quota 100 da destnare alla riduzione del deficit, avvicinandolo il più possibile al 2%. La Manovra italiana intanto, dopo l’esame dell’Eurogruppo di ieri, tornerà ad essere uno dei temi caldi anche dell’Ecofin di oggi.

Sul fronte valutario infine l’euro è in rialzo sul dollaro: la moneta unica europea che passa di mano a 1,1380 contro il valore di 1,1349 di ieri sera a New York. L’euro scende invece nei confronti dello yen, a 128,7. Lo yuan schizza ai massimi da oltre due mesi sul dollaro. La banca centrale cinese ha fissato oggi la parità della valuta di Pechino sul biglietto verde a 6,8939, in rialzo di 492 punti base rispetto al livello fissato ieri, ai massimi dal 28 settembre scorso e al più forte apprezzamento dal giugno 2017.

 

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Mario CalabresiSostieni il giornalismo
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