Borse in ordine sparso dopo il taglio dei tassi Fed. La Banca del Giappone resta alla finestra – Repubblica.it


MILANO – Ore 9:30. La Fed ha deciso di tagliare il costo del denaro di 0,25 punti, ma si è mostrata spaccata al suo interno e incerta sulle prossime traiettorie da prendere. E’ questa la lettura che domina nelle sale operative all’indomani delle scelte di Jerome Powell. “La Banca centrale americana vede rischi in crescita rispetto alla riunione di luglio, ma non abbastanza da aumentare il livello accomodante di politica monetaria – hanno commentato da Abn Amro – Una consistente minoranza (7 su 17 banchieri) si aspetta un ulteriore taglio quest’anno, ma in maniera sorprendente neppure il più “colomba” va oltre il singolo taglio aggiuntivo”. Insomma, in fin dei conti la Fed è meno accomodante del previsto.

Riflessioni che hanno portato le Borse asiatiche a chiudere in ordine sparso. Il buonumore si è raffreddato dopo la decisione della Boj, la banca del Giappone, di lasciare invariata la sua politica monetaria. L’istituto ha comunque lanciato un allarme sui forti rischi che minacciano l’economia e segnalato la possibilità di un allentamento a ottobre. L’istituto mantiene a -0,1% il tasso di interesse a breve termine e si impegna a guidare i rendimenti dei titoli di Stato decennali intorno allo zero nell’ambito della sua politica di controllo della curva dei rendimenti. Tokyo è riuscita comunque a strappare un rialzo dello 0,38% e Shanghai ha aggiunto lo 0,46%, mentre Hong Kong ha segnato ancora un forte calo (-1,2%).

Incerta l’apertura delle Borse europee: Milano avanza dello 0,4%, grazie al buon andamento delle banche. Francoforte è piatta mentre Londra cede lo 0,1% e Parigi sale dello 0,3%.

Apertura poco mossa a 138 punti base per lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il tasso del decennale italiano allo 0,88% sul mercato secondario. L’euro si stabilizza sopra 1,10 dollari, dopo aver precedentemente perso terreno sul biglietto verde dopo il prudente rialzo dei tassi deciso dalla Fed: passa di mano a 1,1041 e 11015 yen. Dollaro/yen frena a 107,91.

Mentre Cina e Stati Uniti tornano a incontrarsi a Washington per cercare di accorciare le distanze sulla disputa tariffaria in corso da oltre un anno, in vista del prossimo negoziato ad alto livello previsto per l’inizio di ottobre, sul fronte del petrolio la situazione sembra continuare il percorso di stabilizzazione. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano di 19 cent a 58,30 dollari e quelli sul Brent salgono di 12 cent a 63,72 dollari al barile.Il prezzo dell’oro è piatto: il metallo spot avanza dello 0,1% a 1.495 dollari l’oncia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA


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Babà Napoli

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