Caldo torrido, è allarme ozono. Ecco come proteggersi


L’ITALIA è sotto la morsa non solo del caldo, ma anche dell’ozono (O3), un gas inquinante tipico dell’estate che, quando supera certi livelli, può avere effetti negativi sulla salute, dato che irrita le vie respiratorie. Negli scorsi giorni, la concentrazione di ozono in atmosfera ha superato in molte regioni i livelli di attenzione, come ha riilevato l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che monitora continuamente la qualità dell’aria. E ancora oggi i livelli del gas potrebbero essere elevati, complice il caldo torrido e le temperature eccessive. L’aumento di ozono in atmosfera non è inusuale, nella stagione estiva: questo perché l’intensa radiazione solare, combinata con l’inquinamento prodotto dalle attività umane con quello naturale, dà il via a una serie di reazioni chimiche che favoriscono la maggiore formazione di questo inquinante. E i livelli medi annuali del gas, nel nostro paese, sono fra i più alti in Europa, come riporta l’ultimo rapporto dell’European Environment Agency.  

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Il problema è che quando l’ozono supera i 180 microgrammi per metro cubo, come è accaduto alla fine di giugno e probabilmente continua ad avvenire in questi giorni in molte città italiane, questo gas può avere effetti nocivi per la salute, dato svolge un’azione irritante sulle vie respiratorie, soprattutto in soggetti sensibili. Per queste ragioni oggi gli esperti dell’Ispra forniscono consigli per mitigare fastidi e problemi di salute associati all’esposizione all’ozono.

L’ozono, quando e dove “colpisce”

Stando ai dati di fine giugno, in molte città i livelli di ozono hanno superato la cosiddetta “soglia di informazione”, pari a 180 microgrammi per metro cubo (µg/m3), e in certi casi anche la soglia di allarme, pari a 240 µg/m3 oltre alle quali c’è un rischio per la salute – per le vie respiratorie – anche in caso di un’esposizione di breve durata. Questo scenario potrebbe ripetersi anche in questi giorni e in generale durante tutta la stagione estiva, come spiega a Repubblica Guido Lanzani, responsabile della Qualità dell’aria dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) della Lombardia.

Le maggiori concentrazioni, sottolinea l’esperto, sono state registrate soprattutto nelle prime ore del pomeriggio, dalle ore 15 alle 17. “La Pianura Padana è una delle aree più ‘colpite’. Questo anche a causa della particolare geografia della regione, racchiusa dalle montagne, che favorisce l’intrappolamento dell’ozono”, sottolinea Lanzani. “Ma oltre al bacino padano ci sono diverse regioni, in Italia, nel nord, al centro e sulle coste, dove le concentrazioni di ozono sono cresciute in presenza di particolari condizioni climatiche e ambientali”.

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Perché il caldo favorisce l’aumento dell’ozono

Ma quali sono queste condizioni? “La presenza di fattori meteo-climatici favorevoli, come le alte temperature estive e l’intensa radiazione solare può favorire reazioni chimiche che portano alla maggiore formazione di ozono nella bassa atmosfera”, chiarisce Lanzani. “Il tutto nelle aree in cui vi sono particolari inquinanti chimici, emessi dai gas di scarico (soprattutto diesel), prodotti dalle industrie e generati in alcuni processi naturali”. 

Ma l’ozono non fa solo male. Negli strati più alti dell’atmosfera, infatti, questo gas, è presente in concentrazioni rilevanti ed ha un ruolo essenziale per la nostra sopravvivenza. “Qui funge da schermo protettivo dalla radiazione ultravioletta”, prosegue l’esperto. “In questo caso, infatti, il problema non è l’eccesso di O3, ma al contrario il buco dell’ozono”. 

I rischi per la salute

L’ozono è un forte ossidante e come tale, quando inspirato, può svolgere un’azione irritante sui tessuti dell’apparato respiratorio. I sintomi possono andare da irritazione agli occhi e alla gola, fino a tosse e riduzione della funzionalità polmonare. Le categorie più a rischio sono bambini, anziani, donne in gravidanza, pazienti con malattie polmonari come asma e Bpco, persone che svolgono sport o attività fisiche all’aperto per ragioni di lavoro, nonché soggetti particolarmente suscettibili all’ozono.

Come intervenire

Per limitare l’esposizione  gli esperti raccomandano, soprattutto alle categorie a rischio, di evitare se possibile o di ridurre sforzi fisici e attività all’aria aperta nella fascia più calda, dalle 12 alle 16, trascorrendo questa parte della giornata in ambienti chiusi e rinfrescati. Inoltre, per alzare la propria soglia di sensibilità all’ozono, un accorgimento importante riguarda la scelta di un’alimentazione ricca di cibi contenenti sostanze antiossidanti, che possono aiutare a contrastare l’azione ossidante del gas. Fra gli alimenti da privilegiare vi sono frutta e verdura di stagione, come pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole, meloni. A questo scopo sono utili anche cibi ricchi di vitamina E, come uova, asparagi, avocado, noci, mandorle e olio di oliva, nonché di selenio, fra cui pollo, fegato, tonno e molluschi.

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