Caos procure, il pg della Cassazione Fuzio deferito dall’Anm ai probiviri. Rischia l’espulsione


Una nuova tegola per Riccardo Fuzio, procuratore generale della Corte di Cassazione coinvolto nel caso Palamara. Ieri è arrivata la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per violazione del segreto d’ufficio proprio per le informazioni date a Luca Palamara, magistrato della sua stessa corrente (Unicost). Oggi c’è stato il deferimento di Fuzio ai probiviri da parte dell’Associazione nazionale magistrati.

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Il ‘parlamentino’ dell’Anm, al termine della riunione di oggi, ha approvato all’unanimità la proposta avanzata nei giorni scorsi dalla Giunta del sindacato delle toghe, subito dopo la pubblicazione della conversazione intercettata tra il pg e il pm di Roma, Luca Palamara, indagato per corruzione a Perugia.  I probiviri dovranno poi riunirsi per decidere l’eventuale espulsione dall’alto magistrato dall’Associazione.

Dunque la scelta di Fuzio di un pensionamento anticipato non ha chiuso il caso.

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L’intercettazione che ha portato Fuzio a decidere di lasciare la magistratura, con un pensionamento anticipato, avverrà infatti solo il prossimo novembre, in attesa che il Csm nomini il suo successore.

La scandalo emerso dall’inchiesta perugina aveva già, nelle scorse settimane, portato al deferimento davanti ai probiviri di Palamara, degli ex togati del Csm Gianluigi Morlini, Antonio Lepre, Luigi Spina e Corrado Cartoni, del togato tuttora autosospeso Paolo Criscuoli, nonchè del deputato Pd e magistrato in aspettativa Cosimo Ferri.

Intanto, sul fronte della riforma della giustizia, si registra la tensione tra il ministro Alfonso Bonafede e l’associazione nazionale magistrati. “Le riforme potranno piacere o non piacere, ma parlare di mancanza di interlocuzione è totalmente fuori luogo, oltre a dimostrare evidentemente che si vuol partire con il piede sbagliato”, ha detto Bonafede rivolto all’Anm che ritiene troppo contingentata la tabella di marcia e vuole più tempo. Il presidente Luca Poniz aveva detto Anm è disponibile a un confronto sulle riforme, ma non “cinque minuti prima” e per “un’interlocuzione di facciata”. E ancora: “Siamo convinti che vi sia una impropria sovrapposizione di piani, anche legati a una situazione contingente”, “una pericolosa situazione che ci troviamo a subire e che può essere un pretesto per ogni tipo di riforme, anche la più eccentrica, che vada al di là del giusto intervento riformatore”.

 


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