Carabiniere ucciso, Lega, Forza Italia e Fdi difendono l’Arma per l’indagato bendato


Fa discutere il caso della foto dell’indagato per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega bendato dopo l’arresto in una stazione dell’Arma. Lega e Forza Italia si schierano a difesa dei carabinieri. “Adesso si apre un’indagine perché era ammanettato e bendato? Siamo seri…”, dice il ministro leghista dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, di fronte all’indagine interna annunciata dai vertici dell’Arma. E Nicola Molteni, sottosegretario leghista all’Interno aggiunge: “Io sto tutta la vita con le forze dell’ordine; naturalmente poi chi sbaglia paga ma l’errore di uno non può gettare fango su tutti” . S i schiera anche Forza Italia: “Io sto con i carabinieri e quelli che commettono azioni disdicevoli meritano di essere puniti. Ma ciò non può e non deve intaccare il senso innato dello Stato in chi indossa la divisa della Benemerita. Ricordiamoci che è morto un servitore dello Stato, no a linciaggio Arma.”, spiega il senatore Antonio Saccone di Forza Italia.

Idea condivisa da Maurizio Gasparri. “Su questo episodio della foto dell’indagato per l’omicidio del carabiniere bendato in caserma, le parole dei vertici dell’Arma sono chiare e definitive pertanto gli accertamenti in corso accerteranno quanto è avvenuto. Non vorrei che questo episodio trasformi questo caso in una inchiesta sui carabinieri. – dice il senatore di Forza Italia – Ricordiamoci che la tragedia e l’atto di efferata criminalità da punire presto e in modo ultra severo è l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello. Attenzione a non seminare confusione perché questo sarebbe intollerabile”.

Anche Fratelli d’Italia scende in campo a favore dei Carabinieri.  “Apprezzate le circostanze, le Forze
dell’ordine possono adottare le misure necessarie per garantire la massima sicurezza senza fare del male alla persona. E non mi sembra che la persona fosse sofferente”., dice il deputato Edmondo Cirielli. “Se poi c’è qualcuno – aggiunge- che vuole cogliere sempre l’occasione per fare polemica con le Forze dell’ordine anche in circostanze così tristi, questo serve anche a capire con che personaggi politici abbiamo a che fare”.

Gasparri però lancia una stoccata anche a Matteo Salvini e alla gestione dell’ordine pubblico. “L’omicidio “sconcerta come tutti gli episodi di questa natura ma è ancora più devastante se si pensa che sarebbe stato compiuto da due ragazzetti che hanno mostrato una feroce sorprendete e imprevedibile – aggiunge Gasparri – in una rete di rapporti con spacciatori e altri soggetti di altra nazionalità che dimostrano quanto sia fuori controllo la questione della sicurezza che alcuni affrontano con gli slogan anziché con strategie serie”.

Anche il Pd si schiera dalla parte dei Carabinieri. Ma il tono è molto diverso da quello del centrodesta e punta ildito contro il ministro dell’Interno. Il commento del Pd affidato al deputato Andrea Romano: “E’ chiaro dove stare, tra il Comando Generale dei Carabinieri che definisce ‘due volte intollerabilè la foto dell’indiziato bendato e la Lega di Salvini che usa la foto per un linciaggio social. Da una parte la civiltà delle istituzioni democratiche, dall’altra la barbarie”. E il capogruppo al Senato Andrea Marcucci aggiunge:  “Orrore per la foto dell’indiziato bendato. Orrore per l’uso che ne sta facendo il partito del ministro dell’Interno. Salvini non ci porterà in Sud America”.

Nella discussione intervengono anche i familiari di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi.  “Queste sono cose che non devono accadere. Di qualsiasi cosa si possa essere accusati e qualunque sia la nazionalità. Il mio pensiero va comunque alla famiglia del vice brigadiere”, dice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. “Se non si conosce l’autenticità e non si sa chi ha scattata questa foto è difficile dare una interpretazione. Però credo ci sia bisogno di chiarezza questa volta come le altre. Ci vuole trasparenza. Quando ci sono episodi di violenza che coinvolgono le forze dell’ordine ci vorrebbe enorme cautela e grande professionalità”, dice invece Patrizia Moretti Aldrovandi, madre di Federico.

 “Legittimo che debba essere interrogato – dice ancora la Aldrovandi – ma perché una benda? Le modalità delle persone fermate, e purtroppo lo sappiamo perché ci siamo passati, può essere pericolosa e illegale. Spero che non accada mai più”. E rispetto alla morte del carabiniere aggiunge: “Si tratta di un omicidio e come tale va indagato; non perché si tratta di un militare, ma perché è una persona”.

 


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *