Carige, Giorgetti: “Nazionalizzazione è possibilità concreta” – Repubblica.it


MILANO – La nazionalizzazione di Carige è una possibilità concreta. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti rispondendo a una domanda sul possibile ingresso nel capitale dell’istituto ligure da parte dello Stato. “Sì”, ha replicato a chi domandava se fosse concreta la posisbilità che l’istituto venga nazionalizzato in seguito alla ricapitalizzazione precauzionale prevista dal decreto appena varato.

Messaggio analogo dal vice presidente del consiglio Luigi Di Maio: “Quel che posso dire – ha spiegato all’Adnkronos – è che crediamo nella nazionalizzazione, l’unico intervento che si può fare, l’unica strada percorribile per il M5S. Il popolo sovrano si riappropria delle banche: questo è il primo caso in Europa in cui ci riprendiamo” un istituto di credito “per dare prestiti alle imprese e mutui più agevolati alle famiglie”. Di Maio è uscito anche allo scoperto sul nome proposto dalla Maggioranza per la guida della Consob, rimasta vacante dopo l’addio di Mario Nava: “”E’ Marcello Minenna il nome del M5S e della Lega”.

Modiano: “Nazionalizzazione non è sul tavolo”

Lo scenario della nazionalizzazione è però smentito dal commissario ed ex presidente Carige, Pietro Modiano, secondo cui la ricapitalizzazione preventiva “non è sul tavolo, non è necessaria”. “Nego che questa sia una ipotesi”, ha detto. È una ipotesi “teorica, estrema, più che residuale”. Acqua sul fuoco (e sull’ipotesi di fuga dei depositi) anche dal commissario ed ex ad, Fabio Innocenzi, secondo il quale in Banca Carige “c’è una situazione assolutamente tranquilla e tranquillo è il comportamento della nostra clientela” e quello del governo è “un intervento estremamente importante per permetterci di fare il nostro lavoro”.
 

Oggi io question time di Tria

In giornata intanto è previsto  il question time alla Camera del minsitro dell’Economia Giovanni Tria anche sul salvataggio della banca. Sul tema ha parlato anche il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, difendendo la scelta dell’esecutivo.  “Genova ha già avuto il crollo del ponte, il fallimento di Carige sarebbe stato il secondo pone e non ce lo potevamo permettere, sarebbe stata una follia totale”, ha detto. “Genova e la Liguria è un territorio con parecchi risparmi tenuti in questa banca”, osserva Garavaglia. “Sarebbe stato danno enorme” il fallimento e l’operazione di salvataggio è stata “di assoluto buon senso”.

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Mario CalabresiSostieni il giornalismo
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