Caso Csm, Lotti: “Non ho commesso reati”. Ma nelle intercettazioni dice: “A Ermini qualche messaggio forte gli va dato”


Consiglio superiore della magistratura sempre più a rischio scioglimento. Mentre sale lo scontro sul ruolo dell’ex ministro Pd Luca Lotti. Con il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio che, nell’atto di incolpazione a carico di cinque togati del Csm, riferendosi a Lotti – indagato a Roma per il caso Consip – scrive:  “Si è determinato l’oggettivo risultato che la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell’ufficio di procura deputato a sostenere l’accusa nei suoi confronti”. Mentre nelle intercettazioni si sente l’ex ministro che – a proposito del vicepresidente del Csm Ermini – dice: “Però qualche messaggio gli va dato forte”.
 

Si dimette terzo consigliere del Csm

Il togato Antonio Lepre, di Magistratura indipendente (la corrente di destra dei magistrati), ha dato le dimissioni. Fino a ieri si era autosospeso. Salgono così a tre i membri del Csm che hanno fatto un passo indietro (dopo Luigi Spina, di Unicost, che si è dimesso il primo giugno e Gianluigi Morlini che l’ha fatto ieri).  Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha intanto firmato la richiesta di procedura disciplinare nei loro confronti e anche per i due consiglieri che si sono finora solo autosospesi, cioè Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli.

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La difesa di Lotti

Ma accanto al caso giudiziario e disciplinare, il mercato delle nomine per le grandi procure italiane – a partire da quella della capitale – ha un peso anche politico e investe in primo luogo il Pd. Oggi uno degli esponenti dem coinvolti nelle intercettazioni, Luca Lotti, che peraltro è indagato a Roma per il caso Consip, si difende. E lo fa su Facebook. “In un incontro che si è svolto in un dopocena ho espresso liberamente le mie opinioni: parole in libertà, non minacce o costrizioni”, scrive l’esponente renziano. “È stato scritto che lì sarebbero state decise le nomine dei capi di alcune Procure, scelta che in realtà spetta al Csm. Quindi ho commesso reati? Assolutamente no – aggiunge – ho fatto pressioni o minacce? Assolutamente no. La conferma, peraltro, è arrivata anche ieri dalle parole di Morlini, che ho incontrato una sola volta in tutta la mia vita”.

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Ma nel partito democratico cresce anche il malessere per il ruolo non solo di Lotti ma anche di un altro esponente dem: il deputato Cosimo Ferri, che fa parte del gruppo del Pd pur non essendo iscritto al partito. Nei giorni scorsi è stato soprattutto l’ex procuratore nazionale antimafia e nuovo europarlamentare Franco Roberti a far sentire la sua voce. “Ci troviamo di fronte a fatti gravissimi, che aprono una questione morale, di etica della responsabilità, che riguarda i magistrati ma anche la politica. A partire dal Pd”, ha detto Intervistato da Repubblica.

Fi: “Mattarella sciolga il Csm”

E intanto sulla vicenda si fa sentire anche Silvio Berlusconi chiedendo a Mattarella di sciogliere il Csm: “L’attuale Csm – si legge in una nota di Forza Italia – è gravato da ombre troppo serie per poter svolgere la sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinché proceda al più presto allo scioglimento del Csm”.

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