Caso Siri, Salvini: “Non abbandono uomini con cui ho fatto un pezzo di strada”. Di Maio: “Matteo forte con i deboli, abbia coraggio”


Non si placa lo scontro all’interno del governo gialloverde sul caso Siri, il sottosegretario indagato per corruzione di cui il M5s reclama da giorni le dimissioni. Ma il vicepremier Matteo Salvini, in tour elettorale in Toscana, insiste: “Io sono abituato a non abbandonare mai gli uomini con cui si è fatto un pezzo di strada insieme, e questo vale a livello locale come a livello nazionale”. I cinquestelle rispondono con un post infuocato sul blog delle Stelle in cui, senza mezzi termini, chiedono alla Lega di “tirare fuori le palle” e “far dimmettere” Siri.

Più tardi è lo stesso vicepremier Luigi Di Maio a tornare sul tema a In mezz’ora in più su Rai3: “Non ha senso attendere il rinvio a giudizio” come chiesto da Matteo Salvini, “perché la questione non è l’inchiesta in sé, ma un sottosegretario che avrebbe provato a favorire un singolo con una legge”, ovvero “la solita storia all’italiana, del Santo in Paradiso, l’atteggiamento da casta. Ora voglio dire a Salvini è facile fare il forte coi deboli, questo è il momento del coraggio, in cui ci si assume le responsabilità dimostrando ai cittadini che siamo come i cittadini. Il governo del cambiamento non può avere atteggiamenti del passato”.  In ogni caso, assicura Di Maio, se si arrivasse ad una spaccatura in Cdm sul caso del sottosegretario dei Trasporti Armando Siri, il M5S non chiederà la crisi, e auspica che nemmeno la Lega non lo faccia.

Il Blog delle Stelle

“Sulla questione morale il MoVimento 5 Stelle non fa passi indietro – si legge invece nel post del M5s –  e alla Lega chiediamo di non cambiare sempre discorso, ma di tirare fuori le palle su Siri e farlo dimettere. Lo sappiamo: ci vuole coraggio a fare quello che fa il MoVimento. Noi quando qualcuno sbaglia (o abbiamo anche il minimo dubbio che abbia sbagliato), gli chiediamo di mettersi in panchina. E così è stato fatto per Siri”.

Salvini sulla sicurezza

Dal Galluzzo, frazione alle porte di Firenze, in sostegno del candidato sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci, Salvini sbotta: “Non ascolto gli insulti di chi dovrebbe essere mio alleato. Sarebbe meglio se gli M5s ci aiutassero a cambiare in meglio questo paese senza offendermi ogni giorno”.

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Poi replica anche alle critiche delle opposizioni, in particolare del Pd dopo la sparatoria di camorra a Napoli, sul tema della sicurezza: “Il ministro degli interni risponde con i fatti e i reati quest’anno sono in calo di più del 10%”. In merito ai fatti del capoluogo partenopeo aggiunge: “Anch’io da papà sto pregando per la bimba di Napoli finita dove non doveva finire, in un regolamento di conti fra criminali. Ma almeno si ammazzassero tra loro senza rompere le scatole alle persone normali”. E scarica la colpa sul sindaco De Magistris: “Il ministro manda poliziotti, soldati e telecamere; ma se invece il sindaco si occupa di organizzare una flotta per andare a recuperare gli immigrati, i napoletani dovranno cambiare sindaco”. Poi prosegue: “Ho fatto più comitati per l’ordine e la sicurezza a Napoli che in tutte le altre città Italiane. Ci sono stato quattro volte. Ho mandato 136 poliziotti, stiamo accendendo telecamere e abbiamo permesso al sindaco di assumere 53 nuovi agenti della polizia locale”.

Castrazione chimica

Torna anche sul tema della castrazione chimica, ricordando la proposta di legge della Lega: “Per i pedofili e gli stupratori serve la castrazione chimica: non perché lo dicono i sondaggi ma i medici, perché i malati vanno curati”. E ribadisce il suo no alla liberalizzazione della cannabis, vista invece con favore dai cinquestelle: “Finché faccio il ministro lo Stato spacciatore di droga non ci sarà mai, E lo dico anche a qualche amico degli 5stelle che vorrebbe lo Stato spacciatore, che vorrebbe legalizzazioni e liberalizzazioni”.
 

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