‘Chiudi gli occhi e vola’, Sabrina pilota non vedente  – Repubblica.it



Non è ‘solo’ un film. La storia ha dell’incredibile, di quelle che ci capita di leggere in un libro o appunto di vedere in un film. Eppure, è tutto vero. Sì, perché la donna cieca che nel film “Chiudi gli occhi e vola” pilota un aereo esiste davvero e non vede dalla nascita perché affetta da un forma di distrofia retinica che rientra nella grande famiglia delle retiniti pigmentose, patologie a carattere ereditario con esordio infantile, che tendono a progredire portando a una perdita della vista. Il video-documentario che narra la sua avventura nei cieli è stata raccontata anche in questo video-documentario diretto da Julia Pietrangeli, che sarà proiettato a Roma il 15 settembre 2019, alle ore 18:00, nella Sala Cinema del Macro Asilo in via Nizza 138, e il 16 ottobre 2019, alle ore 20:30, presso il Filmclub di Bolzano.

Non vedenti in volo

Tutto il mondo pensava che fosse impossibile che i non vedenti potessero pilotare gli aeroplani. Ma Sabrina Papa, pur essendo cieca dalla nascita, con grande tenacia ha imparato a pilotare. Ci porta in Francia dove frequenta uno stage organizzato da Les Mirauds Volants, l’Associazione Europea di piloti non vedenti.  Una storia che va oltre il racconto del superamento della disabilità e che diventa un esempio di come la forza di volontà riesca a far raggiungere i propri sogni. “Io da piccola volevo essere l’aereo, non il pilota” – racconta la protagonista del documentario. “Volevo proprio essere qualcosa che volava, ma non gli uccelli perché secondo me gli uccelli volavano troppo piano”. Ma il film non si basa sul pietismo come dimostra una delle frasi emblematiche: “Il miglior modo di aiutare un disabile è quello di non aiutarlo, così ce la caviamo da soli”.

Hai anche tu un problema alla vista e una storia da raccontare? Scrivi a retinainsalute@repubblica.it

A lezione di volo

Sabrina – come suo fratello maggiore – è cieca dalla nascita. Riconosce i contrasti ma non i colori e quando guarda la televisione vede solo delle macchie luminose. Attualmente, il suo occhio sinistro è completamente cieco mentre con il destro riesce a cogliere solo qualche differenza tra luce e ombra. Nonostante ciò, il suo istruttore di volo ha riconosciuto la sua grinta e ha deciso di fidarsi di lei, facendola salire sul seggiolino anteriore dello Sky Arrow, un piccolo ultraleggero a due posti, e guidandola con il tocco della mano. La donna ha imparato a memoria la posizione di tutti gli strumenti di volo e di tutti i pulsanti e delle leve e poi si è alzata in volo. L’istruttore la guidava poggiando le mani sulle sue spalle e poi man mano hanno messo a punto un metodo di comunicazione istantanea attraverso il quale lui le forniva informazioni importanti come l’assetto dell’aereo, la rotta e la velocità, e Sabrina, gestiva in autonomia l’aereo. Sabrina, oltre a volare con un ultraleggero si è cimentata con l’equitazione e ha fatto diverse arrampicate, alla continua ricerca di emozioni che la facessero sentire viva.


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