Ciclismo, Giro d’Italia: a L’Aquila acuto di Bilbao. Conti resta in maglia rosa


Probabilmente a Davide Formolo il turchese vivo della maglia dell’Astana apparirà come una tonalità tenebrosa, inquietante. Due volte in stagione il veneto ha avuto un appuntamento importante. Il primo alla Liegi, quando si è dovuto arrendere ad un Fuglsang che andava come un treno. La seconda a L’Aquila (cui il Giro rende omaggio a dieci anni dal sisma), dove in un finale che lo vedeva oggettivamente favorito, si è fatto fregare dalla scelta di tempo di Pello Bilbao, finendo, sfiduciato, per mollare anche la piazza d’onore a Gallopin. Fuglsang e Bilbao, caratteristiche comuni: entrambi corrono per i celesti del team kazako.
 
Valerio Conti mantiene la maglia rosa, ma la difesa è assai complicata. Difficile controllare fughe e controfughe – ad un ritmo altissimo – con tante insidie all’interno. “La situazione stava degenerando, pensavamo che sarebbe stata una tappa difficile, ma lo è stato anche più del previsto – commenta Conti -. La squadra è stata una famiglia, una cosa sola. Devo ringraziare tutti, sono stati eccezionali. Ero davvero stanco per ieri, ma dentro di me mi dicevo di tenere duro ed ho dato tutto”.
 
Del resto L’Aquila per il Giro è un arrivo trappola. Nel 1954 la storica fuga bidone che permise allo svizzero Carlo Clerici di conquistare una maglia rosa che poi sarebbe risultata definitiva. Nel 2010 la fuga ‘bidoncino’: a Petrov la tappa, ad Arroyo la leadership che solo dopo un lungo duello avrebbe ceduto a Ivan Basso. Stavolta vanno via, dopo vari tentativi, in dodici: Formolo, Cattaneo, Pedrero, Rojas, Gallopin, Bilbao, Zeits, McCarthy, Hamilton, Henao, Plaza e De Gendt (gli ultimi due sono quelli che perdono per primi contatto).
 
Il più pericoloso per Conti è Rojas, terzo in classifica ad un paio di minuti. Il percorso è tosto, da classica. Ci sono tanti saliscendi e il finale è piuttosto insidioso con l’ultimo km al 7,6% di pendenza media con punte dell’11%. Lungo il percorso, poi, ci sono anche gli strappi di Ripa Teatina e di Chieti oltre al GPM de Le Svolte di Popoli. Tutte cose che non interessano più a Gaviria: problema ad un ginocchio, Giro finito.
 
Con l’approssimarsi dell’epilogo, si assottiglia il drappello dei battistrada. Formolo è quello che lavora di più: tira per evitare che il gruppo si avvicini troppo, chiude le velleità di Cattaneo, Gallopin, Bilbao ed Hamilton. Il numero lo fa Rojas (già in fuga per tanti km ieri), che si stacca su una salita a 7 km dall’arrivo, ma poi rientra e rilancia cercando il contropiede. Niente da fare per lui, ma il numero è di classe. Poi arriva un momento in cui Formolo ha meno da spendere: e stavolta la rasoiata di Bilbao è letale.  “Cercavo una vittoria in un grande giro, per me è una corsa speciale”, è il commento a caldo del vincitore. “L’anno scorso al Giro ho trovato il mio miglior momento, sono arrivato qui con grandissima motivazione e pensando sempre a fare un buon lavoro per Miguel (Angel Lopez, ndr) e all’ultima settimana – Oggi è stata una bella opportunità e l’ho sfruttata. Sono molto felice”. Lo spagnolo non vuole fermarsi qui. “Di norma mi piace la terza settimana quando tutto si complica e la corsa si fa dura – ha concluso – A volte faccio fatica nella prima settimana, adesso speriamo di andar forte nel finale”.

ORDINE D’ARRIVO
1. Bilbao Lopez               (Esp, Astana)        in 4h06’27”
2. Tony Gallopin              (Fra, Afg2r)          a    0’05”
3. Davide Formolo             (Ita, Bora-Hansgrohe)       s.t.
4. Lucas Hamilton             (Aus)                 a    0’09”
5. Mattia Cattaneo            (Ita)                       s.t.
6. Josè Rojas                (Esp)                 a    0’30”
7. Sebastian Henao            (Col)                 a    0’48”
8. Antonio Pedrero            (Esp)                 a    1’01”
9. Valentin Madouas           (Fra)                 a    1’07”
12. Enrico Battaglin           (Ita)                       s.t.
16. Miguel Angel Lopez         (Col)                       s.t.
17. Vincenzo Nibali            (Ita)                       s.t.
18. Simon Yates                (Gbr)                       s.t.
20. Primoz Roglic              (Slo)                       s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Valerio Conti           (Ita, UAE Emirates)     in 29h29’34”
2. Josè Rojas              (Esp, Movistar)          a     1’32”
3. Giovanni Carboni        (Ita, Bardiani)          a     1’41”
4. Nans Peters             (Fra)                    a     2’09”
5. Valentin Madouas        (Fra)                    a     2’17”
6. Amaro Antunes           (Por)                    a     2’45”
7. Fausto Masnada          (Ita)                    a     3’14”
8. Pieter Serry            (Bel)                    a     3’25”
9. Andrej Amador           (Crc)                    a     3’27”
10. Sam Oomen               (Ned)                    a     4’57”
12. Primoz Roglic           (Slo)                    a     5’24”
13. Davide Formolo          (Ita)                           s.t.
15. Simon Yates             (Gbr)                    a     5’59”
16. Vincenzo Nibali         (Ita)                    a     6’03”
17. Miguel Angel Lopez      (Col)                    a     6’08”

 


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/sport/ciclismo/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *