Ciclismo, Giro d’Italia: Ackermann vince sotto il diluvio, Gaviria battuto allo sprint


‘Folle’. Estrapoliamo il termine dalle dichiarazioni di Pascal Ackermann, che conquista la seconda vittoria al Giro d’Italia dopo quella della scorsa domenica a Fucecchio. Folle, sotto il diluvio, tra pozzanghere trappola e rischi di ogni genere. Nella pozza finisce Demare, costretto a rallentare repentinamente. Riescono a frenare e rilanciare in una frazione di secondo Gaviria e Ackermann: il colombiano dopo la vittoria senza gioia per la squalifica di Viviani vuole splendere di luce propria, ma il tedesco, abile nel battezzarne la ruota, lo precede al colpo di reni. Fuori dai giochi Viviani, intirizzito dal freddo e incapace nel cambiare ritmo quando ce n’era bisogno: “A 1 km dalla fine ci abbiamo provato, la strada era allagata e pensavano che andare davanti fosse la scelta migliore. Invece Ackermann e Gaviria sono arrivati da dietro troppo forte e per un piazzamento era una guerra. Bisogna sempre capire fino a dove è giusto rischiare”, spiega il campione d’Italia. Non cambia nulla nella classifica generale: lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) mantiene la maglia rosa di leader.

Pioggia e freddo non sono una rarità al Giro, ma è più una situazione da montagna che da clima, solitamente mite, di Terracina. Comunque il meteo stavolta è un contorno alla quinta tappa (140 km con partenza da Frascati). Le notizie solo altre. La prima è lo stravolgimento del senso delle cose per la Sunweb: si era capito benissimo già nel finale della turbolenta quarta frazione, ma il capitano Tom Dumoulin alza bandiera bianca dopo pochi km (niente da fare neanche per Navarro della Katusha, polmoni perforati da tre costole rotte). “Ho provato stamattina, ma non potevo muovere bene la gamba e non ero in condizione di correre”, commenta l’olandesone. Via libera quindi ad imprese isolate per il team: Vervaeke raccoglie subito e va in fuga, prima con la coppia della Bardiani Orsini-Barbin, Santaromita (Nippo-Vini Fantini) e Florez (Androni), poi da solo. 

Non cambia il senso delle cose per la Bahrain di Vincenzo Nibali, ma la giornata non è indimenticabile. Lo Squalo perde un uomo, Kristijan Koren, sospeso dalla squadra per il coinvolgimento nella vicenda Aderlass, e deve anche preoccuparsi per le condizioni di Domenico Pozzovivo, regolarmente in gara ma dolorante ad un polso. Viste le tematiche, l’organizzazione saggiamente non sfida la sorte e, una volta effettuato il primo passaggio sulla linea d’arrivo, neutralizza il crono per la classifica generale (immutata, Roglic in rosa) negli ultimi 9 km. A Terracina arrivo non inedito ed anche un precedente doc datato 1969: vittoria di Eddy Merckx 9 giorni prima delle lacrime di Savona, dopo un caso di doping che gli costò l’esclusione.

Al momento della neutralizzazione, i cinque un fuga sono stati ripresi da un bel po’. I big, senza l’assillo dei distacchi, si muovono come fossero in una cristalleria, i velocisti invece non lesinano battaglia. Treni un po’ approssimativi: Viviani ha due uomini, Ackermann pure, Demare ne ha uno, Moschetti fa da solo scegliendo qua e là la ruota giusta. Ma alla fine comanda il tedesco:  “Ho seguito il mio compagno che è stato bravo ad aprirmi il varco – spiega -.  Sono molto forte e più pesante, ma oggi sono stato anche fortunato nel seguire Gaviria allo sprint, è stato un finale folle con tanta pioggia”. Già, folle.

ORDINE D’ARRIVO
1. Pascal Ackermann         (Ger, Bora-Hansgrohe)   in 3h27’05”
2. Fernando Gaviria         (Col, Uae Emirates)            s.t.
3. Arnaud Demare            (Fra, Groupama)                s.t.
4. Caleb Ewan               (Aus)                          s.t.
5. Matteo Moschetti         (Ita)                          s.t.
6. Ryan Gibbons             (Rsa)                          s.t.
7. Paolo Simion             (Ita)                          s.t.
8. Jenthe Biermans          (Bel)                          s.t.
9. Giovanni Lonardi         (Ita)                          s.t.
10. Manuel Belletti          (Ita)                          s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Primoz Roglic           (Slo, Jumbo-Visma)      in 19h35’04”
2. Simon Yates             (Gbr, Mitchelton-Scott)  a     0’35”
3. Vincenzo Nibali         (Ita, Bahrain-Merida)    a     0’39”
4. Miguel Angel Lopez      (Col)                    a     0’44”
5. Diego Ulissi            (Ita)                           s.t.
6. Rafal Majka             (Pol)                    a     0’49”
7. Bauke Mollema           (Ned)                    a     0’55”
8. Damiano Caruso          (Ita)                    a     0’56”
9. Bob Jungels             (Lux)                    a     1’02”
10. Davide Formolo          (Ita)                    a     1’06”

 


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