Ciclismo, Mondiali; Cassani: “Sarà una corsa verso l’ignoto”


HARROGATE – Gli uomini del ct sono “esattamente quelli che servono su un percorso del genere”. Il Mondiale nello Yorkshire è, secondo Davide Cassani, “una corsa nell’ignoto, io non ho mai visto una gara iridata così”.

Così come, Cassani?
“Particolare, imprevedibile, lo dimostrano tutte le gare in linea che si sono svolte in questi giorni, ognuna finita in modo diverso. Vuol dire che ogni metro del percorso può cambiare la corsa, che l’azione buona può nascere in qualsiasi momento, e noi dovremo essere pronti, quando accadrà”.
Cosa fa di questo Mondiale una corsa mai vista?
“Innanzitutto saranno due corse in una: la prima ripercorre quasi esattamente la prima tappa del Tour 2014, la seconda è nel circuito, pieno di strappi, di discese, con un asfalto colloso, rugoso, poco scorrevole. La pioggia complicherà tutto, oggi in certi punti la strada era una piscina. E non è piovuto tanto”.
Sarà corsa per uomini da classiche.
“E non sarà, certamente, da arrivo di gruppo compatto. L’abbiamo capito presto, la prima volta che siamo venuti in ricognizione anche con Elia Viviani. Lui ha accettato subito l’idea di puntare sull’Europeo, che poi ha vinto. E quel giorno è nata l’idea di Trentin capitano”.
Colbrelli prima alternativa.
“Trentin sarà anche il regista in corsa, ed è l’uomo che avrà la responsabilità di finalizzare. Ma Colbrelli, che ama la pioggia, e Ulissi da lontano possono essere ottime alternative. Naturalmente, più la corsa si svolge in modo regolare, meno possibilità avremo di battere quei fenomeni che abbiamo davanti. Per questo dobbiamo essere nelle azioni, minare il percorso, avere idee a getto continuo. E i ragazzi corrono senza radiolina, dovranno quindi saper leggere la corsa e saperla interpretare”.
Gli altri come stanno?
“Mi sarebbe piaciuto avere il Bettiol del Fiandre o il Moscon dello scorso Mondiale, ma comunque sono entrambi qui. Puccio, Cimolai e Visconti saranno gli uomini squadra. Ma molte cose succederanno. Un Mondiale così lungo non si corre dal 1976”.
Favoriti?
“Alaphilippe, Van der Poel, Matthews, Sagan. Uomini da classiche”.
Noi non vinciamo dal 2008, da allora al massimo abbiamo piazzati corridori al quarto posto.
“Sono cicli, dopo Bettini non abbiamo avuto corridori da classiche e anche nel ranking mondiale non abbiamo corridori nelle prime posizioni. Abbiamo un buon movimento, ci mancano i picchi. Ma ci sono paesi come la Francia e l’Olanda che non vincono il Mondiale da molto più tempo di noi. Partiamo fiduciosi, la strada parlerà”.
Correre con la frase di Gimondi sulla maglia aggiunge responsabilità?
“Ci sprona. Felice aveva Merckx davanti al Mondiale del 1973 e sappiamo come andò a finire”.
 


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Carlo Verdelli
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