Ciclismo, Mondiali: cronometro, la rivincita di Dennis. Evenepoel argento, splendido bronzo per Ganna


E’ una vittoria di testa. Il cenno autocelebrativo di Rohan Dennis mentre taglia il traguardo della crono mondiale ad Harrogate è emblematico: sa di forza mentale, di rivincita verso un ambiente che ne aveva messo in dubbio la tenuta psicologica. Tutto parte da un giorno di luglio sui Pirenei, così vicino eppure sportivamente assai lontano: Dennis scende di bici e se ne va, senza preavviso, senza spiegazioni, soprattutto senza una specifica causale fisica che possa dare uno straccio di logica al gesto. “Forte stress emotivo”, la debole frase nella conferenza stampa della stessa serata del fattaccio. Poi l’oblio per il mondo del ciclismo e l’incertezza sul futuro: il contratto con la Bahrain Merida (in scadenza nel 2020) che traballa su inevitabili querelle giuridiche (Dennis non ha corso con la bici del club), l’abboccamento con la CCC senza, almeno per ora, un seguito.

Ciclismo, Mondiali: cronometro, la rivincita di Dennis. Evenepoel argento, splendido bronzo per Ganna

Dennis taglia il traguardo e sembra dire “E’ una questione di testa”

Tutte cose vissute in silenzio, preparando la gara della riconferma: lo scorso anno aveva vinto la medaglia d’oro a Innsbruck da favorito, stavolta lo ha fatto da incognita. Domina Dennis, sin dal primo intermedio: “Ho preso subito un ottimo ritmo, al primo rilievo avevo già un buon vantaggio ed a quel punto ho insistito, cercando di rilanciare il più possibile dopo le salite”, spiega. E’ felice, al traguardo lo aspettano la moglie e il figlioletto, dalle parole si capisce che i segreti della vittoria sono proprio loro: “Era importante tornare a vincere, è bello poter ringraziare in questo modo le persone che mi sono state vicino”.

Felice è anche Filippo Ganna, che conquista una favolosa medaglia di bronzo. Un paio di dati per connotare l’impresa: è solo la terza volta che un italiano sale sul podio da quando il mondiale è diventato anche a cronometro, 25 anni fa. Chiurato argento nella prima edizione, Malori con lo stesso metallo nel 2015 gli altri. E pensare che coloro che sanno di ciclismo parlavano dell’ingresso nei primi dieci come di un bell’obiettivo per il piemontese. Vero, tre titoli mondiali nell’inseguimento su pista, la maglia di campione d’Italia, un paio di crono stagionali vinte. Ma qui c’erano altri fattori. Altra durezza (percorso di 54 km), altri avversari. Tutti o quasi però restano dietro a Ganna, a cominciare dal recordman dell’ora Campenaerts, fregato da vicissitudini varie tra le quali un salto di catena e dal dominatore della Vuelta, Primoz Roglic. Lo sloveno viene inghiottito da Dennis: partito tre minuti prima, è raggiunto ma non molla la ruota del campione del mondo, quasi volesse fargli un dispetto e rubare i flash del trionfo.

Quello che forse è meno felice è il secondo arrivato, Remco Evenepoel. Il belga, 19 anni, un ingresso faraonico tra i professionisti dopo aver dominato in largo e in lungo tra gli juniores (emblematico il successo alla Clasica di San Sebastian ad inizio agosto), dipinge sul suo volto una smorfia di disapprovazione al momento lasciare a Dennis il trono del miglior tempo. Un risultato del genere così giovane dovrebbe esaltarlo, ma tant’è… Del resto i soprannomi hanno sempre un fondo di verità. A lui lo chiamano il ‘piccolo cannibale’ ed Eddy Merckx,il ‘cannibale grande’, quando non riusciva a dominare, contento di sicuro non lo era.

Ciclismo, Mondiali: cronometro, la rivincita di Dennis. Evenepoel argento, splendido bronzo per Ganna

Rohan Dennis tra Remco Evenepoel e Filippo Ganna

ORDINE D’ARRIVO DELLA CRONOMETRO
1 Rohan Dennis (Australia)    1:05:05
2 Remco Evenepoel (Belgium)    0:01:08
3 Filippo Ganna (Italy)    0:01:55
4 Patrick Bevin (New Zealand)    0:01:57
5 Alex Dowsett (Great Britain)    0:02:01
6 Lawson Craddock (United States)    0:02:07
7 Tanel Kangert (Estonia)    
8 Nelson Oliveira (Portugal)    0:02:09
9 Tony Martin (Germany)    0:02:27
10 Stefan Kung (Switzerland)    0:02:46
11 Victor Campenaerts (Belgium)    0:02:49
12 Primoz Roglic (Slovenia)    0:03:00
13 Luke Durbridge (Australia)    
14 John Archibald (Great Britain)    0:03:10
15 Dylan Van Baarle (Netherlands)    0:03:36


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Carlo Verdelli
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