Ciclismo, Tour de France: van Aert beffa Viviani. Alaphilippe resta giallo, il vento manda Pinot ko


La ‘banalità’ del Tour, nella sua grandezza spesso deciso in giorni apparentemente banali. Thibaut Pinot, speranza di Francia più di Alaphilippe (ancora saldamente leader) per riportare la gialla a Parigi dopo 34 anni, pimpante sullo sterrato di La Plance des Belles Filles e non solo, si fa fregare dal vento. Da Saint Flour ad Albi è un classico percorso in cui i fuggitivi fuori classifica combattono contro i velocisti. Pinot, ma con lui altri big come Fuglsang, Porte e Uran, pensano ad una giornata di relativo riposo, quasi da legare con la prima sosta prevista martedì.  
 
Ma c’è il vento, micidiale e laterale: Pinot, rilassato su allori virtuali, non è nelle prime posizioni quando una accelerazione in testa spacca il plotone. Una disattenzione grave del francese, personale ma anche dell’ammiraglia, che probabilmente finirà per costargli il Tour. La Ineos di Thomas e Bernal questi errori non li fa, davanti scatena l’inferno insieme alle squadre dei velocisti non caduti nella rete. Alla fine fanno un minuto e quaranta di ritardo, una eternità per una tappa del genere. Una eccezione alla disfatta dei big è rappresentata da Landa: lo spagnolo l’attimo lo coglie, ma viene spedito dietro da una caduta, sembra provocata da Bardet. Una disdetta per il buon Mikel, spesso prigioniero di contrattempi che ne compromettono la classifica.
 
E veniamo ai velocisti non imbambolati dal vento. Ce ne sono anche di nostri. Matteo Trentin, ma soprattutto Elia Viviani. L’ex campione d’Italia sfiora la doppietta allo sprint. Sfiora è il termine giusto: 5 centimetri lo dividono dal vincitore, Wout Van Aert. Volata mozzafiato. Van Aert parte prima, Viviani piazza la rimonta alle transenne sul un rettilineo in leggerissima pendenza (2%). Testa a testa che van Aert risolve con il classico colpo di reni.  

 


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