Ciclismo, Vuelta senza padroni: Roglic e Kruijswijk sfidano i colombiani e Valverde


ROMA – E’ destino che le grandi corse a tappe nel 2019 perdano i grandi protagoniti alla vigilia. Era successo al Giro d’Italia (assente Bernal per una caduta, il colombiano si era rifatto con gli interessi al Tour), era successo in Francia, con l’incidente molto brutto occorso a Chris Froome, succederà con la Vuelta di Spagna, al via sabato da Torrevieja. Richard Carapaz, il trionfatore del Giro,si è dovuto arrendere ad un problema alla spalla. Bernal, Froome e Carapaz saranno solo 3 dei grandi assenti: insieme a loro Simon Yates, campione in carica, Geraint Thomas, Vincenzo Nibali, vincitore della Vuelta nel 2010.

Quindi, occasione enorme per quei corridori che ancora non hanno mai vinto una delle tre grandi corse a tappe o in carca di rilancio. I favori del pronostico guardano al Sudamerica, in particolare alla Colombia, con Nairo Quintana, Miguel Angel Lopez, Esteban Chaves e Rigobero Uran. In caso di successo di uno di questi corridori, il continente sudamericano potrebbe eguagliare la Gran Bretagna che nel 2018 ha vinto Giro, Tour e Vuelta con tre suoi rappresentanti (Froome, Thomas e Yates).

Nonostante il forfait di Carapaz, la Movistar di Quintana sembra la squadra da battere. Il team spagnolo non vince un grande giro dal 2016 (proprio la Vuelta, ndr),che oltre a Quintana potrà contare sull’esperienza del campione del Mondo Alejandro Valverde. Occhio a Lopez della Astana, a patto che alla forza tradizionalmente espressa in salita dimostri anche una attenzione in alcune tappa apparentemente facili per evitare di perdere tempo banalmente. Dopo un terzo e un quinto posto nel 2016 e nel 2016, tornerà a correre per la classifica generale anche Esteban Chaves, in cerca di rlancio dopo un lungo periodo di appannamento. E poi c’è Rigoberto Uran che avrà la EF Education First tutta al suo servizio ed è segnalato in ottima forma.

La squadra più attrezzata per contrastare i sudamericani è la Jumbo-Visma, con lo sloveno Primoz Roglic che proverà a far meglio del terzo posto ottenuto al Giro d’Italia. Al suo fianco l’olandese Steven Kruijswijk, a sua volta terzo al Tour de France e tradizionalmente regolare sulle gare da tre settimane. Privo dei suoi big, il Team Ineos punterà le sue carte sul 24enne inglese Tao Geoghegan Hart, il cui obiettivo sarà chiudere fra i primi dieci della generale. Assente Nibali, le speranze italiane sono riposte in  Fabio Aru. Reduce da una tutto sommato positivo Tour de France, il 29enne corridore sardo (vincitore della Vuelta nel 2015), si presenta al via con rinnovate ambizioni: “La Vuelta a Espana rappresenta una sfida importante e stimolante, sia per le tante difficoltà che il percorso presenta, sia per il livello qualitativo dei partecipanti. L’obiettivo è essere stabilmente ai livello che mi competono”.

L’inizio del rebus a Torrevieja, nel sud-est della Spagna, la soluzione il 15 settembre a Madrid dopo 21 tappe e un totale di 3.272 chilometri. Oltre alla cronometro a squadre iniziale, il percorso prevede sei tappe di pianura, quattro di media salita e nove di montagna. Ci sarà anche una cronometro individuale nella 10/a tappa.

 


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Carlo Verdelli
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