Clamidia, superati i primi test del vaccino sperimentale


La clamidia è la malattia a trasmissione sessuale più diffusa al mondo ed ora, per la prima volta, ci sono speranze che venga sviluppato un vaccino in grado di prevenirla. Le prime sperimentazioni condotte su 35 donne hanno mostrato che il preparato è sicuro per la salute. E ha indotto una potente, iniziale risposta immunitaria nelle volontarie. A renderlo noto, sulla rivista Lancet Infectious Diseases, è uno studio condotto in tandem da studiosi danesi dello Statens Serum Institute ed inglesi dell’Imperial College of London.

Ogni anno ci sono 131 milioni di nuovi casi di clamidia (Chlamydia trachomatis) nel mondo. Una donna su sei finisce con lo sviluppare infiammazioni pelviche che creano complicazioni di salute e possono danneggiare anche i feti se la mamma è contagiata durante la gravidanza. Se non viene correttamente diagnosticata e curata può anche condurre all’infertilità. Si tratta del primo studio clinico su persone di un potenziale vaccino per la malattia.

Si tratta di un primo passo, ma ci vorrà tempo prima di riuscire a combattere del tutto la malattia. Il limite della sperimentazione, spiegano i ricercatori, è nel campione limitato su cui è stata svolta, che potrebbe nascondere effetti collaterali del vaccino o non confermare la sua efficacia una volta testato su larga scala.

Di certo, ritiene Toni Darville dell’Università della Nord Carolina, “un vaccino per la prevenzione delle infezioni da Chlamydia trachomatis avrebbero un impatto enorme sulla salute e sull’economia e questi primi risultati fanno ben sperare”.
 


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Carlo Verdelli
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