Comuni, i debiti con i fornitori a quota 3,6 miliardi – Repubblica.it



MILANO – Oltre un miliardo e mezzo solo a Roma, mentre ci sono casi di efficienza assoluta come Brescia. Secondo la Cgia di Mestre, alla fine dello scorso anno i principali Comuni italiani avevano 3,6 miliardi di euro di debiti nei confronti dei propri fornitori. Una mole di liquidità che, se immessa nel sistema economico in tempi rapidi, avrebbe un impatto paragonabile a quello di una importante manovra fiscale per le imprese.

Una somma importante, secondo l’organizzazione, sulla quale restano comunque alcuni dubbi di stima. Da una parte, infatti rischia di essere sottodimensionata, “visto che in questa elaborazione non sono incluse molte amministrazioni comunali che, a oggi, non hanno ancora pubblicato/aggiornato sul proprio sito il numero dei creditori e l’ammontare complessivo dei debiti maturati alla fine dello scorso anno per le seguenti voci di spesa: somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali”. D’altra parte, però, i debiti “includevano anche quelli non ancora scaduti che, tuttavia, dovevano essere onorati per legge entro lo scorso 31 gennaio. Somme, pertanto, che rispetto alla dimensione registrata alla fine dell’anno scorso potrebbero, allo stato attuale, essersi notevolmente ridotte, anche se i dati riportati successivamente dai singoli Comuni non ci hanno consentito di provare questo assunto”.

“Sebbene negli ultimi anni i vincoli imposti dal patto di stabilità interno siano stati superati – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – molti Comuni continuano a liquidare i propri fornitori con tempi abbondantemente superiori a quelli stabiliti per legge. In particolar modo al Sud. Nelle grandi Città Metropolitane, inoltre, dove le spese sono sensibilmente superiori a quelle sostenute dalle amministrazioni di medie e piccole dimensioni, lo stock degli insoluti rimane ancora elevato e in molti casi addirittura in aumento rispetto agli anni precedenti. Come nei casi di Roma, Milano, Torino, Cagliari e Venezia”.

Limitandosi a quanto rintracciato dagli artigiani di Mestre sui portali delle amministrazioni locali, il Comune di Roma risulta essere quello con la più ampia fetta di pagamenti da smaltire: al 31 dicembre 2018 i fornitori dell’amministrazione capitolina  (pari a 4.966 imprese) avanzavano 1,5 miliardi di euro. Nella graduatoria ci sono anche il Comune di Napoli con 432,2 milioni di mancati pagamenti (599 imprese creditrici), il Comune di Milano con 338,2 milioni di euro (2.124 imprese creditrici), l’Amministrazione comunale di Torino con 299,1 milioni (1.161 aziende creditrici) e il Comune di Palermo con 137 milioni (909 imprese in attesa di essere liquidate). Da segnalare, invece, la “straordinaria performance” dei Comuni di Brescia, Ferrara e Trapani: al 31-12-2018, tutte queste Amministrazioni hanno dichiarato di non avere alcun debito nei confronti dei propri fornitori.

La Cgia ricorda, prendendo gli ultimi dati relativi alla periodica indagine condotta da Intrum Justitia, che nel 2018 “la nostra Pa è stata la peggiore pagatrice in Ue, in quanto ha liquidato i propri fornitori mediamente dopo 104 giorni: più del doppio della media europea che, invece, paga mediamente dopo 41 giorni”.


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