Contatori elettronici e misurazioni a distanza: chi garantisce il consumatore? – Repubblica.it


I nuovi contatori del gas, come quelli dell’energia elettrica e dell’acqua, sono parte integrante di un sistema remoto con il quale interagiscono, utilizzando protocolli di comunicazione noti solamente alle società che gestiscono i contatori, cioè i distributori.

Non si sa, perché nessun ente indipendente può controllare, come il centro operativo remoto gestisca i contatori e ciò rappresenta un evidente rischio per i consumatori.

Si sa che, già per i contatori di energia elettrica e in futuro per quelli del gas, sarà possibile “staccare” da remoto l’utente moroso. Si sa anche che, prima del distacco per morosità, il distributore riduce la potenza elettrica a disposizione dell’utente, ma senza alcuna garanzia che non lo faccia, anche se le bollette sono state pagate regolarmente.

Variare, da remoto, la potenza a disposizione dell’utente, che invece è garantita per contratto H24, implica necessariamente la modifica dei parametri metrologici della misurazione, cosa che la legge espressamente vieta.

Un’altra operazione, oggettivamente impossibile da remoto, è quella di sincronizzare, al minuto secondo, decine di milioni di contatori per il cambio orario della tariffa, intervenendo, in questo caso, sulla variabile “tempo”. Nonostante numerose interrogazioni e audizioni parlamentari della scorsa legislatura, l’anomalia legislativa dura da più di quindici anni per i contatori elettrici, mentre per quelli del gas è ancora in sperimentazione.

Mentre la legge è chiara: l’unico dato fide-facente la transazione è quello prodotto dal contatore, che il consumatore legge sul totalizzatore. Vista inoltre l’oggettiva complicazione dei nuovi contatori, il sistema adottato sembra non solo aver allontanato il consumatore dall’apprezzare i propri consumi, nel tentativo di limitarli e di spendere meno, ma rappresentare invece un vantaggio per le sole società del settore.

Risponde Edoardo Beltrame

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