Conte alla Commissione Ue: “No a scorciatoie sulla procedura di infrazione”


Le nomine saranno “il tema centrale del prossimo Consiglio europeo” ed è “di fondamentale importanza che da tale confronto emerga un segnale ai cittadini circa la capacità di tenere conto della domanda di cambiamento” emerso dalle elezioni europee. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, riferendo alla Camera in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani.

Il premier, mentre il governo si riunisce per preparare una risposta all’Europa, lancia anche un messaggio chiaro alla Commissione Ue: “Sulla procedura di infrazione è essenziale lavorare con autentico spirito europeo all’avanzamento del negoziato verso una tempestiva conclusione, ma senza che ciò si traduca in scorciatoie che conducano ad un bilancio settennale inadeguato alla posta in gioco”. E ribadisce il no a  “decisioni divisive” in sede di Eurosummit sulla procedura di infrazione all’Italia: “Non riteniamo che vi siano i giusti presupposti in merito”.  Confermando che il governo “è determinato” a evitarla ma anche che “è ben convinto” della sua politica economica. “Intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l’Ue e questa determinazione la sto rappresentando con chiarezza anche ai vertici europei e ai miei omologhi”, conclude.

Numerosi i temi presenti nell’agenda europea del premier, dai migranti alla difesa alle politiche economiche comuni.  “Una governance europea sulle migrazioni, sui rimpatri e di contrasto al traffico illegale di esseri umani”, afferma e continuan: “Realizzare forme minimo di salario europeo. Un budget dell’Eurozona per la stabilizzazione economica, che mettano al riparo da turbolenze. Un impulso concreto per incentivare investimenti pubblici produttivi. Una unione che promuova politiche ambientali per l’economia circolare, senza che ciò incrini l’unità europea. Una adeguata tutela europea dei prodotti agricoli, etichettatura e tracciabilità, rispettosa di imprenditori e consumatori. Miglioramento della cooperazione al contrasto del terrorismo internazionale e del crimine organizzato. Una politica di difesa comune adeguata”, aggiunge.

 


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